Fumetti

Edizioni Inkiostro - The Cannibal Family 1-7, la recensione

Dalle Edizioni Inkiostro una serie (e miniserie) di sano splatter.

27/10/2015
Edizioni Inkiostro - The Cannibal Family 1-7, la recensione

Partendo dalla rivista antologica Denti, la casa editrice Edizioni Inkiostro è stata in grado, negli ultimi anni, di ritagliarsi una discreta fetta di lettori appassionati e di dare vita ad una serie di progetti particolarmente interessanti.

Nata grazie alla passione di un gruppo di lettori ed autori e soprattutto grazie alla forza di volontà del suo deus ex machina Rossano Piccioni (disegnatore, sceneggiatore e, ovviamente, editore), questa casa editrice ha indirizzato la sua attenzione verso un genere ed un tipo di fumetto particolarmente cruento e particolare. Nelle serie proposte vince, quasi sempre, la voglia e la possibilità di esprimersi liberamente, in un contesto che quasi sempre è sì violento, ma sottointende sempre una seconda lettura ironica e un po' più profonda.

La serie che per eccellenza definisce questo genere è The Cannibal Family: più che una serie il vero e proprio manifesto estetico della casa editrice. Cibo, violenza, sesso; tre componenti essenziali della nostra vita raccontate in libertà da autori al debutto o affermati, pronti a pescare da queste necessità primordiali spunti per piccole storie quasi sempre con un finale a sorpresa.

La lista degli autori che si sono alternati sulle tavole degli ormai sette numeri di questa serie è corposa; quelli ricorrenti sono gli sceneggiatori Antonio Tentori, Stefano Fantelli (lo stesso Rossano Piccioni), Andrea Cavaletto. I disegnatori Rossano Piccioni, Paolo Antiga, Dario Viotti, ma la lista  però dovrebbe essere completata con altri nomi e soprattutto con quelli dei copertinisti ospiti, in alcuni casi davvero speciali (come Jimmy Palmiotti, o come Nicola Genzianella e Alessandro Bocci Giorgio Santucci, assolutamente a loro agio con le atmosfere splatter richieste). Normalmente gli albi procedono su due linee temporali, affidate a sceneggiatori e disegnatori diversi.

Ma se il tempo "presente" disegnato da Viotti e Antiga ci racconta le vicende di una singolare famiglia (e dal titolo dovremmo arguire che tipo di famiglia sia), quello passato, a cavallo della seconda guerra mondiale, ci mostra (con i disegni di Rossano Piccioni) le origini delle vicende dei protagonisti.

Decisamente agli antipodi, tra l'altro, le scelte grafiche relative ai due periodi storici: da un lato Piccioni ci consegnata tavole sporche, graffiate, oniriche, quasi da cinema espressionista, con tavole divise in molte vignette piccole dalla grande frequenza. Il suo racconto del passato è sporco come le vicende narrate, in contesti di guerra e nazismo particolarmente crudi, violenti e disperati.

Dall'altro lato il presente è in mano a due disegnatori dotato di una grande pulizia di disegno e di uno stile realistico (anche se con indirizzi diversi, Viotti più verso uno stile sensuale e di linea sottile come Manara, Antiga più verso uno stile molto classico con molti tratteggi e pesanti inchiostrature classiche); nonostante anche in questo caso vi sia la presenza di moltissime scene cruente (come dicevamo spesso con ribaltamento della storia stessa, alla ricerca di una sorpresa/rivelazione in grado di spiazzare il lettore) e di veri e propri squartamenti (piuttosto che scene di sesso e spogliamenti vari…) la pulizia dei disegni e la verosimiglianza (molto ben realizzato anche lo studio degli interni della antica casa dei protagonisti) degli stessi nonché una discreta quantità di ironia sottopelle rende queste parti per nulla sgradevoli anzi piuttosto interessanti.

Oltre alla serie principale, dicevamo, vi sono miniserie parallele e, cosa interessante, alcune storie con tiratura limitatissima, realizzate su fogli non rilegati con stampa ad alta qualità e scritte e disegnate da vere e proprie guest star in grado di offrire in pochissime tavole dei piccoli quadretti che dipingono perfettamente il quadro della linea editoriale. I nomi sono quelli di Paola Barbato, Otto Schmidt (il grande illustratore russo aveva anche realizzato una copertina della serie The Cannibal family), Nicola Genzianella, Ron Marz!....

In arrivo, tra l'altro, a Lucca Comics & Games 2015, una nuova miniserie (Torture Garden) creata e sceneggiata dalla scrittrice Barbara Baraldi (attualmente al lavoro anche su Dylan Dog) e disegnata da Marianna Pecosta e Rossano Piccioni (con copertine nientedimeno che di Nicola Mari…).

Insomma, come dicevamo all'inizio, un vero e proprio progetto editoriale che ha visto nel corso degli anni un costante miglioramento non solo delle storie e degli autori che le hanno realizzato ma anche della cura editoriale, dell'attenzione alla presenza di copertinisti ospiti di grido così come dalla presenza di prefazioni "importanti" come quelle di Tito Faraci, Diego Cajelli, etc.

Ovviamente non consigliabile ad un pubblico distante come interessi e gusto dallo splatter (indipendentemente dalla qualità delle storie la quantità di momenti cruenti è decisamente elevata) ma sicuramente a chi cerca qualcosa di omogeneo e curato prodotto e realizzato in Italia anche allo scopo di valorizzare autori italiani alla ricerca di un posto al sole nel rutilante mondo del fumetto.

 

Tentativo organico di costruire una etichetta indipendente che permetta ad autori italiani di fare la cosiddetta gavetta.

 

Gli albi, anche se curati, sono ancora un piccolo gradino sotto il livello di professionalità necessario; nulla di grave o fondamentale ma un altro "giro di editor" avrebbe probabilmente aiutato a presentare un prodotto al top. 

 In quarta di copertina sono presenti ricette (ovviamente di carne) scritte addirittura dal decano della Cannibal Family, Alfredo Petronio.

 

Siti correlati:
- la pagina Facebook dell'editore Edizioni Inkiostro
- il fumetto di Paola Barbato e Otto Schmidt in tiratura limitata
- il sito ufficiale dell'editore Edizioni Inkiostro
- l'artbook di Otto Schmidt
- il fumetto di Ron Marz e Nicola Genzianella in tiratura limitata
- il blog di Otto Scmidt