Fumetti

Supereroi allegati ai quotidiani: intervista a Fabio Licari

A colloquio con il giornalista appassionato che segue e presenta i “collaterali” a fumetti (e a volte non soltanto) per “La Gazzetta dello Sport”

12/11/2013
Supereroi allegati ai quotidiani: intervista a Fabio Licari

Lavora da anni a Milano per La Gazzetta dello Sport, ma fin da ragazzino a Palermo cercava (faticosamente!) i fumetti in edicola. Dopo aver diretto per alcuni anni il mensile Fumo di China, alla “rosea” introduce e coordina gran parte dei progetti editoriali allegati a RCS Quotidiani, in particolare quelli legati al mondo dei supereroi. In occasione della più recente iniziativa nel settore SuperEroi - Il Mito, 30 nuovi volumi non caso in corrispondenza dell’uscita nei cinema di Thor: The Dark World (ambientato un anno dopo il campione d’incassi The Avengers), abbiamo incontrato Fabio Licari per saperne di più su queste iniziative per il grande pubblico ma non solo.

Immagino che l’idea per questa nuova collana nasca dal successo delle precedenti, da Dark Side - Il lato oscuro dei fumetti (22 volumi, 2006) a Spider-Man (30 numeri, 2006-07), da Le grandi saghe (100 volumi, 2009-11) a SuperEroi - Le leggende Marvel (50 volumi, 2011-12), fino a Ultimate Spider-Man Collection (30 volumi, 2012-13)...
Naturalmente. SuperEroi è ormai un appuntamento quasi fisso con i nostri lettori che scrivono mail su mail per suggerire storie, proporre personaggi e chiedere più uscite. Ma credo sia giusto non esagerare, visti anche i tempi. Comunque dopo Grandi saghe e Leggende, ecco Il mito. Con una grafica nuova e il solito curatissimo apparato redazionale Panini. Noi di Gazzetta e Corriere non ricopertiniamo mai: i nostri volumi hanno sempre qualcosa in più.

Ci puoi dare qualche numero di vendite sulle uscite precedenti?
Grandi saghe ha venduto più di un milione e trecentomila copie in 100 numeri, Leggende oltre seicentomila in 50 uscite. Non possiamo lamentarci, direi.


Raccontaci un po in dettaglio come funziona in genere l’ideazione e la realizzazione insieme a Panini Comics...
Tutto in modo molto semplice, in realtà. Io ho delle proposte, Simone Airoldi mi manda la sua lista completa, le incrociamo e troviamo sempre un accordo. Ognuno ci mette del suo, magari io inserirei più Devil del normale, ma la Panini mi conduce sulla retta via… Scherzo, ci sono valutazioni di merito e anche di mercato: oggi non si potrebbe escludere Deadpool, per fare un nome. Sarebbe suicida. In ogni caso non c’è un’uscita che non sia bella e ben fatta: poi potrà non incontrare i gusti di tutti, ma non abbiamo MAI inserito robaccia.

In questa nuova iniziativa come vi siete mossi, in particolare?
Direi come negli altri casi. Al massimo posso aggiungere che non sempre è facilissimo sui recuperi anni Sessanta e Settanta perché a volte manca il digitale. Non appena è arrivato quello dell’Uomo Ragno 2099, per esempio, ecco che l’abbiamo inserito. Io chiedo molti recuperi, il rischio è che non siano sempre “facili” per il mercato.


Il settore dei “collaterali” è ormai una “terza via” tra edicola e fumetteria... Dopo 10 anni qual è la tua impressione, considerando anche la collana su Milo Manara presentata, prima volta per un fumetto, in una conferenza stampa a via Solferino lo scorso 24 ottobre?
I collaterali sono una realtà imprescindibile dell’editoria. Aiutano quotidiani e fumetti. L’importante è non esagerare con le uscite. Non capisco perché di narrativa si possano avere edizioni a mille prezzi... e di fumetti no! Manara, per esempio: l’integrale a 11 euro a volume, in edizione raffinata e ricca di approfondimenti, per la prima volta tutto a colori, con inediti, non mi sembra male… Poi c’è sempre qualcuno che di mestiere deva fare il polemico, tipo accusarci di non aver inserito tre tavole de Il gioco all’insaputa dei lettori, provando a metterci alla gogna. Un attacco al Corriere della Sera, una titolazione grottesca. Peccato che Manara non riconosca pubblicamente quelle pagine da oltre dieci anni, che le ultime edizioni fossero così, e che nel volume ci fosse una tavola di spiegazione (ne aveva parlato esplicitamente anche nell’intervista-biografia di Bloom Editore nel 2008...). Non avevamo preso in giro nessuno, chi ha scritto s’è preso in giro da solo perché non aveva neanche letto il volume, e c’è scappata la figuraccia. Il giornale era Libero, che della strumentalizzazione politica è maestro: devo aggiungere altro?

Pur dopo tanti progetti, credo tu abbia ancora tanti sogni nel cassetto... che cosa ti piacerebbe vedere realizzato, diciamo “idealmente” e “concretamente” in un prossimo futuro?
Continuare così per i prossimi vent’anni non sarebbe un sogno? E poi, magari, un volume dello Spider-Man di Steve Ditko. Mi sa che è l’unico grande autore mai proposto, difficilissimo per i lettori di oggi, ma uno dei più grandi di sempre. Un giorno ce la faremo, lo sento.

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