Fumetti

Storie Tese... Illustrate: intervista a Enrico ‘ET’ Trentin

Musica e fumetto: come unire al meglio due passioni mastodontiche

10/07/2013
Storie Tese... Illustrate: intervista a Enrico ‘ET’ Trentin

Enrico Trentin è nato nel 1972 si firma ET, come l’Extra-Terrestre di Spielberg e Rambaldi (ma anche di Melissa Mathison, che scrisse il film mentre l’allora marito Harrison Ford girava il primo Indiana Jones). Giusto per limitarsi allo scorso decennio, per il fumetto ha realizzato soggetti, sceneggiature e disegni per il mensile Prezzemolo ma soprattutto il blog di strisce del suo alter ego NestoRe con cui inizia una serie di battibecchi che dal 10 maggio 2004 durano tuttora. La sua ultima fatica Storie Tese Illustrate ha già varcato i confini degli appassionati (il sogno proibito di ogni editore di fumetti) raccontando, in maniera scientificamente rigorosa ma creativamente originale, la storia dell’unico gruppo musicale italiano per cui l’operazione sembra fatta apposta: Elio e le Storie Tese. Il libro, disponibile dall’8 luglio sul sito Shockdom e al “Punto EelST” di ogni concerto dell’attuale “Tour Biango”, sarà distribuito da agosto in tutte le fumetterie, per arrivare a settembre nelle librerie, nonché su Amazon e IBS. Qui ci racconta “dietro le quinte” e altre curiosità.

Raccontaci com'è nata l'idea.
L’idea che ha portato alla realizzazione di Storie Tese Illustrate – tutta farina del mio sacchettino – è germinata nell’estate 2007 ed è stata poi sviluppata nel 2008 con l’apporto di due illustrissime personcine: il prode Duccio Pasqua, che fra le tante cose oggi è una delle voci di Rai Radio 1, e quel sacramento di Rocco Tanica, pianolista in un complessino niente male. Assodati gli inderogabili impegni dei miei prestigiosi colleghi, mi son messo “di buzzo buono” e ho iniziato a lavorarci nel gennaio 2009, ritrovandomi a dover gestire da solo un bisonte cartaceo infuriato... che ho definitivamente domato solo nella primavera del 2013.

Sbaglio, o conoscevi già gli Elii?
Prima d’allora con gli Elii – che ho conosciuto personalmente nel 1996 – avevo gestito, sempre con Pasqua e Tanica, tutti i numeri della newsletter ufficiale del Complessino (l’indimenticata “FaveLetter”) nonché una serie di file denominati “Rassegna stampa” scaricabili dall’allora neonato sito ufficiale (2003). Durante la lavorazione del libro, inoltre, ho avuto il piacere di selezionare i filmati poi confluiti in due puntatone di Blob (Rai 3) curate da Cristiana Turchetti dedicate alla band e battezzate “Elio Terapia”. Se parliamo invece di conoscenza come fan, seguo il Complessino dall’ormai veneranda età di 23 anni. Altri due annetti e festeggio le nozze d’argento!


Come hai organizzato il lavoro?
Trent’anni da illustrare sono tanti, e bisognava trovare un punto di vista nuovo, che non s’accavallasse con l’eccelsa eterobiografia Vite bruciacchiate uscita per Bompiani nel 2006. Per cominciare a entrare in clima, quindi, ho dato mano alla mia dignitosa collezione di originali e bootleg, trascrivendo un sacco di testi e spezzando sin dall’inizio il lavoro in capitoli (che sono tanti quanti gli album) a favore di una miglior leggibilità. Sventrando l’archivio di ritagli di giornale che gelosamente conservo dal 1990, e integrando il lavoro con le date esatte delle loro partecipazioni televisive, ho poi iniziato a dar fondo a una ricostruzione quanto più precisa possibile della loro mirabile Avventura, avvalendomi anche di alcune dritte suggeritemi da una ex Storia Tesa – il proto bassista Chiosco – che fino ad allora (almeno a quanto mi risulta) nessuno mai aveva interpellato.
Nelle varie occasioni d’incontro con gli Elii nei backstage post-concerto dal vivo, inoltre, ho cercato di carpire qualche aneddoto in più, ma senza organizzare mai nessun incontro apposito, convinto del fatto che di quello che avevano da dire l’avevano già più o meno detto, e quindi mi era già noto. L’unico che ho importunato per ottenere qualche succoso inedito dietro le quinte è – ancora un volta – il maestro Rocco Tanica, che però in un’occasione è stato frenato dai colleghi e costretto a un impenetrabile: “Mi è stato vietato di svelare il significato”. Non chiedermi riguardo a chi e cosa, però, perché in questo caso ho promesso omertà!


La struttura del libro è notevole per quantità e qualità, ce la spieghi meglio?
Qualità: massima (o almeno il mio obiettivo era quello). Quantità: tanta. Storie Tese Illustrate può essere usato come “piccola enciclopedia eliatica” per cercare qualche canzone particolare, edita o inedita (solo nel primo tomo ce ne sono più di 90), e per ognuna sono censite tutte le versioni ufficiali registrate e diffuse nel corso degli anni. Sparse fra le oltre 300 pagine ci sono poi un sacco di scalette dei concerti, trascrizioni di recensioni fatte dalle riviste specializzate e/o estratti da articoli di giornale particolarmente interessanti, nonché la mia personale interpretazione disegnata delle copertine dei dischi (album, singoli e compilation), locandine dei live e foto d’epoca, ma anche dei protagonisti delle canzoni che hanno reso celebri Elio e Tanica, poi Cesareo, Faso, Feiez, Christian Meyer, Jantoman e l’Architetto Mangoni, che ha appositamente manoscritto una spettacolare prefazione, dove racconta la nascita della band dal suo privilegiato punto di vista! A inframmezzare il tutto c’è poi ovviamente la storia del gruppo, seguita da una ricca discografia completa e aggiornata, elaborata in simbiosi con Duccio. Insomma: un lavoraccio!

Quali aspetti ti ha più divertito affrontare?
La fase più divertente da realizzare è stata senz’altro l’inchiostratura, perché il grosso del lavoro era stato fatto e il cervello poteva riposare… bastava il pennello! Dopo quattro anni intensi di ricerca, scrittura e rifinitura, il “momento grafico” è stato decisamente liberatorio!

Mi sembra che perfino chi, come me, segue gli Elii dal famoso Live a Borgomanero del 1987 può trovare dettagli inediti...
Devo dire che molto dipende dal lettore: un neofita troverà ovviamente un sacco d’informazioni, molte delle quali il “dannato www” non è in grado di fornire. Un fan... anzi una fava esperta potrà scoprire qualche chicca decisamente ghiotta, mentre i tuttEELSTologi – perdonate il neologismo – potranno verificare le loro conoscenze ripercorrendo la carriera del Simpatico Complessino, partendo dalla dura gavetta fino al primo Sanremo dove la band s’impose al grande pubblico. Vuoi vedere che sanno proprio tutto-tutto-tutto?


Domanda da fan: quali sono le canzoni degli Elii che ti piacciono di più?
Adoro Psichedelia, Piattaforma, Essere donna oggi, tutto il primo album (ma anche quello col vitello in copertina)… troppa roba! Rispetto a tanti fan d’annata, ho gradito anche il recentissimo L’Album Biango, dove a parer mio sono deboli soprattutto gli intermezzi (poco) ridanciani… Ho avuto il pregio di assistere alla prima nazionale del Complesso del Primo Maggio a Schio (VI) nel marzo di quest’anno: è stato incredibile vedere come l’intero teatro – che ne ignorava totalmente l’esistenza – abbia accolto il pezzo, applaudendo a squarciagola e urlando da spellarsi le mani… Ecco: penso che fintantochè gli Elii sapranno tirar fuori dal cilindro pezzi come questi, possiamo dormire sonni tranquilli!

Il libro racconta il Simpatico Complessino dall'esordio milanese all'exploit nazionale (“vincendo Sanremo arrivando secondi, un vero miracolo italiano”): ma è poi così cambiato?
Per quanto riguarda il loro “cambiamento”, potremmo parlarne per ore. La soggettività qui gioca un ruolo determinante, ma senza fare troppi giri di parole credo basti fare un ragionamento: quello che io ho ascoltato a – che so? – 19 anni e che mi è piaciuto al punto da lasciarmi un ricordo indelebile, se l’avessi ascoltato a 38 anni suonati mi avrebbe colpito lo stesso così tanto? A parte che credo sia fisiologico un cambiamento anche fra tutti i componenti del Complessino, va dunque considerata anche l’evoluzione degli ascoltatori; oggi, per dire, i ragazzi non credo debbano abbassare il volume quanto ascoltano John Holmes, come eravamo invece costretti a fare noi, giovincelli brufolosi dei primi anni Novanta… ma chi stava meglio e chi sta peggio? Ai poster l’ardua sentenza.

Sei già al lavoro sui due seguiti in programma per l'anno prossimo: che scansione temporale seguiranno? Dacci qualche anticipazione...
Sin dall’inizio il gran numero di pagine mi aveva fatto pensare a due blocchi distinti: una prima parte “con Feiez” (il polistrumentista mancato l’antevigilia di Natale 1998) e una seconda che raccontasse il devastante “dopo Feiez”. Quando il malloppone è aumentato ancora, la suddivisione in tre è stata d’obbligo. Per ora preferisco però concentrarmi sul primo volume, quello in cui Mr. Shockdom, alias Lucio Staiano, ha creduto sin da subito (e per questo avrà la mia eterna gratitudine) e che ripercorre il periodo 1979-1996, cioè quello degli esordi e della dura gavetta.
Gli altri tomi verranno, son già praticamente scritti e parzialmente illustrati, almeno a matita. Lasciatemi divertire con calma…

Dal nostro canale Fumetti:

Sualzo lo ha capito (e ce lo racconta): nella vita conviene, a volte, che tu stia... Fermo!

Tra fumetti e musica: intervista a Sergio Algozzino

Intervista a Marco Rizzo: 5domande5 su 'L'invasione degli scarafaggi'

Con Gazzetta la collezione completa di Lucky Luke