Fumetti

Sergio Bonelli Editore - Un 'Color Tex' molto... noir! Intervista a Sandro Scascitelli

Sangue, avvelenamenti, donne in pericolo: 'Un covo di belve', su testi di Pasquale Ruju, è l'esordio nella serie per l'autore di Anagni

30/11/2013
Sergio Bonelli Editore - Un 'Color Tex' molto... noir! Intervista a Sandro Scascitelli

Una decina di morti in 32 pagine. Una tentata violenza a una procace signora del West. Un avvelenamento andato a segno e un altro quasi riuscito, con tanto di bollicine ed effluvi che sprigionano dall’intruglio. Una bambina presa in ostaggio con la pistola puntata alla tempia. Un covo di belve, per i testi di Pasquale Ruju, è la più efferata delle storie brevi che compongono il Color Tex n. 4 in edicola per la Sergio Bonelli dal 20 novembre. Primo e felice esperimento di un albo diverso dal solito, anche per il debutto, caso unico nella serie, di una disegnatrice, Laura Zuccheri, che in cover presta la matita al ranger, per il quarto albo di una collana già di suo molto particolare. L’appuntamento con i "brevi" di Tex dovrebbe ripresentarsi un semestre sì e uno no, in pratica tutte le uscite col numero pari del Color. La confidenza ce la gira direttamente il disegnatore di questo truculento racconto, praticamente un noir: Sandro Scascitelli, 66 anni da Anagni, ex di Lanciostory e L’Eternauta, al debutto in edicola con il ranger.

Sandro, ti è toccata una storia granguignolesca, quasi un dramma shakespeariano dove muoiono (quasi) tutti: in sceneggiatura Ruju ti ha messo qualche particolare 'paletto', onde evitare tavole troppo sanguinolente? 

"No. Del resto i nostri lettori sono piuttosto maturi. Certo, ci sono anche dei ragazzi tra i lettori di Tex, ma non mi sono posto problemi. Ho sempre fatto fumetto realistico, mi è venuto tutto molto spontaneo".

Sei soddisfatto dei colori applicati da Overdrive Studio? 

"I colori sono stati una sorpresa anche per me: li trovo molto carichi, mentre nelle due storie colorate da Celestini nello stesso albo sono più leggeri. Devo dire che mi aspettavo una soluzione del secondo tipo. Il colore della mia storia, per come è spalmato, suggerisce delle muscolature in più. Ma non mi lamento, anzi, devo dire che in ogni caso sarei stato sorpreso, perché il colore messo da altri su ciò che tu fai in bianco e nero è sempre una scoperta...".

Il tuo tratto ricorda da vicino quello di Giacinto Gaudenzi, le sue tavole per la Storia d’Italia a fumetti di Enzo Biagi… 

"Gaudenzi era molto bravo e mi piace parecchio il suo modo di tratteggiare. Ha fatto dei bellissimi lavori, di lui avevo sfogliato anche dei libri illustrati di storia dove disegnava gli antichi greci e romani".

Il tuo Tex ha delle atmosfere e un aspetto un po’ alla Diabolik: ci hai messo del tuo? Nel tratto invece a chi ti sei ispirato? 

"Mi rifaccio a Ticci, intendo quello classico, perché ultimamente lo trovo un po’ troppo carico come segno, più condensato. Il Ticci di qualche anno fa è stato uno dei momenti più alti della serie: è quello il Tex che a me piace. Il mio Tex però è più esile, quello di Giovanni più massiccio: devo aggiustare le proporzioni!".

Il fazzoletto annodato alto, sul collo scoperto sopra la camicia, dà un che di piratesco al tuo Willer: era in sceneggiatura? 

"Ho fatto tutto da me. Ed è vero, lo tengo un po’ più in alto, mi piace quella macchia nera sul collo... Altri mostrano appena le punte che escono, mentre si vede poco il nodo sul collo. Comunque alla Bonelli non hanno avuto nulla da obiettare!".

Per Tex farai anche una storia lunga? 

"Esce un Almanacco a mia firma a gennaio 2015, una storia ambientata a New Orleans, ancora con Ruju. E poi ho avuto commissione per un altro Color Tex, versione ‘long playing’, 160 pagine tutte mie: si ambienta in Messico, i testi sono pure qui di Ruju".

Il Messico è arroventato dal sole, come l’Arizona di Un covo di belve: è una tua preferenza che viene premiata? 

"No, anzi, io vorrei disegnare delle storie ambientate nel Grande Nord. Quindi foreste, animali selvatici, indiani sul tipo di quelli di Corvo rosso non avrai il mio scalpo...".

E morti ammazzati ne vedremo ancora, col fiotto di sangue da proiettile che tu e pochi altri vi concedete? 

"Beh, le sparatorie saranno parecchie… Direi che anche lì troverete diversi cadaveri!".

 

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