Fumetti

5domande5: Paolo Rinaldi, di collezionismo, arte e fumetti

Due chiacchiere con un appassionato collezionista che ci introduce nel mondo delle tavole originali a fumetti

20/11/2013
5domande5: Paolo Rinaldi, di collezionismo, arte e fumetti

Incontriamo Paolo Rinaldi per chiacchierare con lui in merito al collezionismo di tavole originali a fumetti; esperto e appassionato collezionista, si presenta e ci introduce in un ambito che sembra avere poco riscontro mediatico ma che è animato da passionali collezionisti ed appassionati.

Ciao e benvenuto su Postcardcult.com. Una domanda generica su di te e poi entriamo nel "vivo" del discorso. Presentati a chi ci legge magari raccontandoci quando e come ti sei avvicinato al mondo dei fumetti da lettore e attualmente (se ti va) di cosa ti occupi.
Salve e grazie dell'invito. Mi presento: mi chiamo Paolo Rinaldi, classe 1970 attualmente vivo a Napoli e sono specialista in Geriatria, mi occupo dell'anziano fragile, sposato con due figli un maschietto di quattro anni e mezzo, a cui sto involontariamente trasmettendo la mia passione e una femminuccia di otto. detto questo vengo alla prima domanda quando mi sono avvicinato ai fumetti: posso dire che ho letteralmente iniziato a leggere su Topolino e Zagor, leggo questi due fumetti da quando avevo circa cinque anni, e attualmente continuo a leggere Zagor.

In questi anni ho collezionato fumetti fino a sfiorare la maniacalità. Adesso colleziono super eroi Corno e ovviamente Tavole Originali.

Passiamo alla passione per le tavole originali e l'approccio al mondo del collezionismo vero e proprio. Quando è avvenuto e in che modo?
La passione per gli originali nacque alla fine degli anni ottanta a Lucca (quando ancora si allestiva al palazzetto dello sport) allo stand del compianto Silvano Scotto (Club anni trenta) dove rimasi folgorato da una illustrazione di Jacovitti tratta dal Kamsultra (che per la cronaca è ancora appesa a casa mia bellamente incorniciata) e da tavole di autori vari (tra cui Hugo Pratt e Ivo Milazzo).

Prendendo quest'illustrazione il dado oramai era tratto, ero stato "infettato" dalla passione per le tavole originali. Erano tempi pioneristici, la cultura del collezionismo di tavole era molto lontana, internet non esisteva e il reperimento di originali era complesso, era possibile solo nelle fiere e tramite pochissimi dealer, ricordo con molta nostalgia che telefonavo a Silvano e lui mi descriveva (e consigliava) le tavole che aveva e io praticamente le compravo al buio in contrassegno, ricordo anche che giravano dei mini cataloghi in fotocopia di dealer americani che vendevano Steve Dikto, Jack Kirby, John Romita sr a prezzi adesso inimmaginabili, ricordo ancora in vendita le tavole di Amazing Spider-Man 24 a 15 dollari cadauna, altri tempi.....

Hai attraversato vari momenti "storici" (senza voler dire che sei particolarmente anziano!) del mercato collezionistico. Ti dispiacerebbe raccontarci a grandi linee l'andamento negli ultimi anni del mercato?
Il mercato di oggi, rispetto a quando ho iniziato ad interessarmi a questo tipo di acquisti, è cambiato, grazie anche all'avvento di internet, ebay e simili abbiamo la possibilità di scegliere, di contattare l'autore o il nostro dealer preferito in tempo reale, e con questo si è evoluto anche il mercato delle tavole, i prezzi si sono moltiplicati, gli stessi autori sono consci delle potenzialità economiche delle loro opere e questo si riflette anche nella potenza grafica degli albi in questione (soprattutto quelli americani) molto più ricchi di splash page o di tagli più cinematografici. L'espandersi di questo tipo di collezionismo ha condizionato molto il mercato, adesso la cultura del fumetto, o meglio della letteratura disegnata è entrata anche nelle case di persone che con il collezionismo hanno poco a che fare. Non è infrequente vedere in alcuni salotti stampe della Valentina di Crepax, di Corto Maltese o di Superman , la cosa più singolare che chi acquista queste stampe la maggior parte delle volte non ha mai collezionato fumetti o originali in vita sua, tutto questo perché nell’immaginario collettivo di questa generazione vi sono Valentina, Spiderman, Dylan Dog, Superman e come ovvio che sia, trovano posto anche nelle loro case.

Tutto questo ha da una parte dato linfa vitale al collezionismo di tavole, ma dall’altra ha creato una serie di bolle speculative, facendo crescere i prezzi mese per mese, indipendentemente dalla qualità intrinseca dell’autore.

Che generi di appassionati coinvolge questo tipo di collezionismo?
Beh, oggi in questo mercato sono entrati i collezionisti “puri” che acquistano per il puro piacere di arricchire le loro collezioni, persone, che come detto sopra, possono comprare un pezzo solo per arredo, ed altri che lo fanno solo a scopo speculativo e l’andamento delle ultime aste americane ne sono un degno esempio.  Considerando il tutto voglio fare una considerazione personale, io penso che in questo mercato ci siano ampi margini per investire del denaro, ma gli autori che si rivaluteranno sono relativamente pochi, bisogna comprare sia seguendo la passione sia conoscendo la vita artistica dell’autore in questione. Personaggi come Serpieri, Pazienza, Crepax, Pratt per dirne dei più noti, hanno una genialità del tratto, della costruzione della tavola, della filosofia che traspare dalle proprie opere che in altri autori è impossibile trovare, a questo bisogna aggiungere la produzione intrinseca di un autore (in termini meramente quantitativi) e soprattutto in mano a chi sono questi pezzi, il monopolio in questi casi è sempre pericoloso.

Se ti chiedessi di fare il punto della situazione odierna?
Proprio per quanto sopra detto penso che la nostra sia una generazione fortunata, abbiamo la possibilità di avere per le mani, o solo osservare da vicino per i meno fortunati, delle vere e proprie opere d’arte che in un futuro saranno inaccessibili, addirittura museali.

Ricordo infatti che negli anni ottanta\novanta era possibile acquistare , a prezzi alti ma non proibitivi, opere di Frazetta, oli di Barks, di Hergè, copertine ad acquerello di Pratt, non lo dico per sentito dire ma per esperienza diretta, ricordo che allo stand di Slivano Scotto vidi una copertina ad acquarello di Pratt di Corto Maltese e delle Tavole splendide dello stesso personaggio, per le tavole la richiesta era un milione e mezzo di lire e per la copertina cinque milioni di lire, per la cronaca tavole dello stesso livello (anzi anche meno belle) sono state vendute a venticiquemila euro e una copertina di Pratt di Corto ha raggiunto la cifra record di trecentosessanta mila euro, ad avercela la macchina del tempo….

Detto questo è un marcato in piena evoluzione con un futuro roseo, le possibilità sono infinite e vi è spazio per tutti, bisogna però avere un approccio disciplinato, lasciarsi guidare sia dal cuore che dalla testa, sia per le ragioni sopra dette sia per l’avvento di numerosi falsi.

Pensi sia un mercato che vada in qualche modo regolato? Si autoregola da solo?
Penso abbia bisogno di regole che tutelino sì gli autori ma soprattutto i collezionisti. Bisogna, a parer mio, attenersi a dei parametri fondamentali, dove ovviamente sono contemplate le eccezioni, per stabilire prezzi e quotazioni del singolo autore. Entrando nel vivo del discorso si deve tenere presente non solo la qualità artistica dell’opera, ma anche svariati cofattori che né condizionano il valore intrinseco del prodotto; quelli più importanti da tenere in considerazione sono: il personaggio, la costruzione della tavola (o copertina\illustrazione), la testata (regolare, ristampa, ed. straniera etc.), l’importanza storica dell’albo da dove è tratta, la produzione dell’autore e se quest’ultimo è apprezzato solo in Italia o ha anche mercato all’estero (ed anche in questo caso bisognerebbe valutare in quali paesi viene venduto). Se questo non viene tenuto in considerazione si rischia di astrarre il mercato dal piano reale, creando delle bolle speculative che alla lunga porteranno il distacco di molti collezionisti che si potrebbero trovare delle opere pagate molto più del loro reale valore. Tutto questo porterebbe sia alla perdita di una buona fetta di collezionisti sia alla mancata acquisizione di nuovi appassionati, timorosi di inserirsi in un mercato senza tutele. Anche per tutelare i diritti di noi collezionisti di originali, ma anche per promuovere svariate iniziative che vorrei realizzare, ho intenzione di creare una associazione no profit sulla nona arte, coinvolgendo in prima persona, sia collezionisti che autori, in modo da avere una visione comune. Vorrei così nel 2014 produrre con le nostre forze dei libri monografici di pregio attingendo dalle nostre collezioni private, trovare la forza di stare vicino ai giovani autori emergenti pubblicando le loro storie, ma questo come dicevo è un progetto ancora in embrione. Il mercato è in continua evoluzione e noi ci dobbiamo evolvere insieme al mercato.

Concludo con una esortazione: collezionate originali, avete la possibilità di portarvi a casa un opera del vostro autore\personaggio preferito e nello stesso tempo non saranno soldi buttati (in alcuni casi addirittura investiti).

Nel nostro canale fumetti:

Asta originali mostra Enzo Jannacci, raccolti 8.500 euro

5domande5: Alessio D'Uva (Kleiner Flug)

Sergio Bonelli Editore - Speciale Dampyr n.9 'Gli studenti della scuola nera', la recensione

Laura Zuccheri è la prima 'donna di Tex': 'Farò un Texone con Boselli, e se mi chiama Berardi rifaccio Ken Parker!'

Panini Comics 9L - Il quinto Beatle, la recensione

'Sacro/Profano', il sesso degli angeli a fumetti... e non solo: intervista a Mirka Andolfo

The Box - 'Veri amici', la recensione