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'La bambina filosofica. L'opera (quasi) omnia' (Lizard), intervista a Vanna Vinci

'Sono io la Bambina!', dichiara l'autrice cagliaritana, che nel cassetto ha un altro libro: quello tratto dalle vignette che pubblica sul suo profilo Twitter...

28/11/2013
'La bambina filosofica. L'opera (quasi) omnia' (Lizard), intervista a Vanna Vinci

"La Bambina c’est moi". Parola di Vanna Vinci. L’autrice cagliaritana, 47 anni, è di nuovo in libreria con la sua piccola ribelle. La bambina filosofica. L’opera (quasi) omnia è uscito lo scorso 30 ottobre, meritando questo apprezzamento a bruciapelo da D di Repubblica: "Vinci è un talento del graphic novel. La sua Bambina Filosofica vira all’anarchia ed è incavolata con il mondo". Al telefono da Bologna, dove vive da tempo, Vanna racconta a PostCardCult.com i particolari sulla nascita del suo capriccioso personaggio e dei comprimari Lillo, Lino Trifola e Angelicia...

Vanna, perché quest’opera è Quasi omnia? E per curiosità, tra le pagine troviamo degli inediti? 

"Quasi omnia perché qui mancano le vignette di Houston, abbiamo un problema, che è uscito appena un anno fa. Gli inediti sono le cartoline antibuoniste alla fine del libro: mi raccomando, non mandatele a cuor leggero! Ma la chicca del libro è la ricetta della cacca dolce: un salame di cioccolato fatto a forma di piccola cacca...".

La tua Bambina è filosofica negli atteggiamenti e nelle citazioni, a volte pop, a volte colte: ci racconti quando ti avvicini alla filosofia e a Cioran in particolare? 

"Thomas Bernhard è stato il primo che ho scoperto: comprai per caso A colpi d’ascia, e da lì è venuto giù tutto il resto delle mie letture, filosofiche, come in un domino. A Cioran sono arrivata perché mi interessava Il demiurgo cattivo, poi ho letto gli altri…".

Per te il nichilismo è un vezzo, uno stimolo oppure un’autentica convinzione filosofica? 

"Per certi versi nel nichilismo mi ci riconosco: è un pensiero che mi interessa, ma devo dire che lo pratico più da lettrice-autrice che nella mia vita!".

Quanto c’è di Vanna nella Bambina? 

"Tutto! E molte cose sono realmente accadute. Esempio: c'è una striscia in cui la mamma dice alla Bambina 'Sei solo un po' borderline'. Beh, me lo disse mia mamma quando facevo il liceo! Figurati che lei è medico, quindi, appresa la 'diagnosi', io sono andata subito a cercare la parola nell’enciclopedia… E poi il voler andare all’asilo, la scena della possessione demoniaca, che riprende l’epoca in cui mi sono presa l’appendicite: tutti passaggi autobiografici!".

Il gorillino di pelouche Lillo, il maiale Lino Trifola, la piccola Angelicia: chi sono e che ruolo hanno nel fumetto? 

"La Bambina è contraria alle novità, Angelicia è il suo perfetto contraltare: è un po’ un buon selvaggio, anche se ogni tanto ha dei risvolti cattivelli. Lino è il maiale giusto al momento giusto: un personaggio positivo, direi il sociale contrapposto all’antisociale. Lillo invece è il nichilista assoluto, ed è l’interlocutore perfetto per la Bambina perché l’ascolta senza parlare...".

Progetti per il futuro? 

"Intanto vorrei far vivere in un libro l'altra dimensione della Bambina, quella delle vignette che posto sul profilo twitter.com/bambifilosofica. Poi vorrei scrivere una storia della Bambina che parta da una citazione di Viaggio allucinante, dove la mamma della piccola entra nel suo corpo e scopre dei globuli bianchi giganteschi… Parlando invece del mio côtè realistico di recente ho disegnato delle pagine per Il Piccolo di Trieste: il responsabile della Cultura di quel giornale, Alessandro Mezzena Lona, mi aveva commissionato una versione a fumetti di un romanzo di Stelio Mattioni, Il richiamo di Alma: un testo simbolico, con forti suggestioni di sapore psicanalitico, il cui protagonista è una figura molto cangiante e sfuggente. Ne erano uscite 28 pagine andate in stampa con il quotidiano: mi piacerebbe ampliare il tutto e farne un libro".

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