Fumetti

Non solo per bambini, e fuori dalle logiche di mercato: intervista a Marcello Buonomo

La decennale lotta della Lavieri Edizioni per una produzione leggera e divertente

26/10/2013
Non solo per bambini, e fuori dalle logiche di mercato: intervista a Marcello Buonomo

Una delle realtà più interessanti tra gli editori di piccole e medie dimensioni ma che affrontano un approccio al fumetto professionalmente serio e accanto ad altre produzioni di buon livello per il mercato delle librerie è Lavieri Edizioni, nata nel 2004 “in seguito ad azioni sconsiderate” di Marcello Buonomo e Rosa Lavieri.
In particolare l’editore di Sant’Angelo in Formis, una frazione di Capua (CE) – con supporti logistici e redazionali in altre regioni, principalmente in Basilicata – si occupa di libri per bambini, attraverso cui portare avanti un progetto editoriale di una produzione leggera e divertente, come piccolo aiuto per affrontare le avventure della vita quotidiana “in barba a maghi e streghette e alle fughe, metaforiche e non, dalla realtà”.
Il fumetto, settore in cui Lavieri si è subito allargata, segnalandosi peraltro con un meritato premio Anafi per aver portato in Italia una selezione accurata di autori stranieri come in particolare il misterioso autore greco Arkàs e valorizzato alcune promesse (ormami ampiamente mantenute) del panorama italiano come Paolo Cossi, Andrea Scoppetta, Gianluca Maconi, Alessandro Rak, Davide Pascutti ed Erika De Pieri.
Per saperne di più, abbiamo incontrato il cofondatore Marcello Buonomo.

Qual è a tutt'oggi lo spazio che date ai fumetti e con quale filosofia?
Lo spazio che diamo al fumetto è lo stesso dato alle altre pubblicazioni; per noi è un libro a tutti gli effetti e anche di più, in quanto reclama il lavoro di un’ulteriore capacità autoriale. I nostri fumetti devono distinguersi come il resto del catalogo per originalità e ricerca: ci capita di pubblicare nomi noti ma non siamo a caccia del libro o dell’autore “dell’anno” ma di qualcosa che altrimenti, secondo logiche di mercato, non riuscirebbero a esistere.

Possiamo dire qual è il vostro libro a fumetti che più vi ha dato soddisfazioni qualitative e quale ha avuto più riscontri quantitativi?
Impossibile fare classifiche sui figli, o almeno sono molti che corrispondono a queste caratteristiche. Diciamo che la collana Olio, che è arrivata a ospitare una cosa molto personale di Giuseppe Palumbo, ha coniugato queste due caratteristiche (i primi titoli sono pressoché esauriti e sono diventati, come da programma, “da collezione”). Ma restano ancora gli albi dell’imperturbabile Arkas, o la leggenda cinese dello Scimmiotto riletta nei volumi uno e due del Viaggio verso Occidente di Gianluca Maconi, per finire alla recente collana Uomini e Storie del Friuli-Venezia Giulia, specie de Il mio Vajont di Paolo Cossi e Marco Pugliese che, nonostante certe critiche (un buon lavoro su un tema ancora caldo non può non averne...), è quello che con l’ausilio dei quotidiani ha registrato una delle punte di vendita più alte.


Che libri a fumetti avete in uscita, immagino per la prossima Lucca Comics?
Accennavo al grande Palumbo, che presenta Uno si distrae al buio, sottotitolato “la crudele scalmana di Rocco Scotellaro”. Si tratta di un personale adattamento del primo e più intenso racconto dello scrittore lucano: in una piccola appendice, a metà strada tra saggio illustrato e graphic journalism, Palumbo rievoca il suo personale percorso di studio sulle opere dell’autore di Tricarico (MT).
Poi abbiamo Erika De Pieri di cui per la nostra collana friulana pubblichiamo Pietro Savorgnan di Brazzà, l’esploratore di pace, un volume che ripercorre con piglio a tratti avventuroso, a tratti commovente e realistico la vita e i misteri che aleggiano intorno alla figura di questo grande esploratore di origini italiane. Misconosciuto in patria, Brazzà è l’unico uomo bianco a cui sia mai stata intitolata una capitale africana: Brazzaville, nel Congo francese.

Essendo ben distribuiti in libreria, potete dirci come vi sembra che “funzioni” il fumetto... Si ha la percezione, dai librai al pubblico, che è un mezzo di comunicazione straordinario?
La distribuzione in libreria è una galassia a sé. Nella realtà, la distribuzione per un piccolo editore è sempre “a macchia di leopardo”, come si dice... e due librerie vicine non avranno lo stesso libro dello stesso editore. Detto questo, il fumetto rimane “solo fumetto” per la maggior parte dei lettori italiani. L’altra parte legge davvero... e il fumetto non se lo fa mancare!

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