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'Color Tex' n.4: con Mauro Boselli su colori, sperimentazioni e nuovi disegnatori

Quattro storie e nuovi disegnatori nel più recente a lbo a colori: tre già stati cooptati per altre storie del Ranger

05/12/2013
'Color Tex' n.4: con Mauro Boselli su colori, sperimentazioni e nuovi disegnatori

Cerchiamo di non suonare il solito refrain "c'è aria nuova in Bonelli" visto che le novità e i tentativi di nuove strade, in Via Buonarroti, non sono mai mancate. Eppure il Color Tex numero 4 spezza la pur piccola tradizione dell'annualità e presenta quattro storie nello stesso albo, decisamente brevi per essere storie del Ranger più amato dagli italiani.

Inoltre, dietro una copertina che non è di un "copertinista fisso della serie" (come per la serie regolare) né del disegnatore dell'albo (come per i Texoni) ma di un'artista che si occupa solo della copertina. Non bastasse fra gli otto autori presenti sulle quattro storie alcuni sono esordienti assoluti per Tex. Ah, del colore, non certo la normalità per Tex, forse s'era già capito.

Insomma, ubriacati dalla ristampa a colori di tutta la serie regolare e dei Texoni edita dal Gruppo Editoriale L'Espresso, i lettori pare abbiano iniziato ad accettare (sembra quasi un controsenso, aggiungere il colore come diminuire la qualità, ma si sa, i lettori son abitudinari) l'idea che Tex possa anche essere a colori. L'editore, con questo ultimo numero, pare abbia invece iniziato ad accettare (sembra quasi un controsenso, utilizzare il colore al meglio piuttosto che come piatto riempitivo) l'idea che utilizzare velature per rendere la camicia o il jeans di Tex (prima il canone era camicia di Tex = 100 Y e pantaloni Tex = 60 C+ 40 M) o sfumature, velature e "effetti particolari" per il cielo o gli sfondi.

 

Mettiamo ancora la carta, non più lievemente giallina ma bianco splendente e lucida (come quella del Dylan Dog Horror Fest) e otteniamo il risultato finale. Se non è una ventata di aria nuova è sicuramente un sentiero interessante.
Interessante per due motivi (almeno); perché permette interpretazioni più libere da parte di autori che non saranno coinvolti sulla serie regolare e che quindi possono dare una impronta molto personale nelle poche pagine disegnate senza che vi siano levate di scudi da parte dei puristi, magari (magari!) incuriositi da nuove letture della grafica della serie e nuove interpretazioni del personaggio. E perché, con il formato storia breve, permette agli sceneggiatori di creare dei veri e propri spot nei quali, in poche pagine, possono affrontare il personaggio da un punto di vista essenziale, facendolo per forza di cose emergere subito, prepotentemente, senza vederlo diluito in molte tavole e complesse e lunghe trame.

Un banco di prova per nuovi autori ma, lo speriamo fortemente, un posto dove sperimentare nuove soluzioni, colorazioni e approcci grafici anche arditi e inconvenzionali ad un personaggio che, pare chiaro, ha ancora tanto da raccontare attraverso le interpretazioni di autori apparentemente così lontani dal Ranger.

Abbiamo scambiato due chiacchiere con il curatore delle serie di Tex, Mauro Boselli, proprio in merito alla scelta di proporre questo Color Tex con quattro storie differenti.

Ciao e benvenuto su PostCardCult.com. Come è nata l'idea di realizzare questo albo e, in seconda battuta, quella di affidare la copertina a Laura Zuccheri?
Dunque, diciamo che l'idea di proporre una versione del Color Tex simile al Dylan Dog Horror Fest (quattro storie brevi di autori magari esordienti) era un po' nell'aria. Visto il successo dei primi numeri di 160 pagine ho proposto di affiancare anche questa versione, proposta subito accettata ovviamente.
Abbiamo pensato, visto che la copertina non era "dovuta" ad uno degli autori delle storie interne né a un copertinista fisso, di coinvolgere per la prima volta su Tex una donna. Marcheselli ha chiesto a Laura Zuccheri, famosa per il suo lavoro con la Sergio Bonelli Editore sulla testata Julia, ma anche apprezzata disegnatrice oltralpe per volumi (per i tipi di Humanoïdes Associés) e illustratrice di prim'ordine.

Ha realizzato la copertina in assoluta libertà, senza che le fosse stato chiesto o imposto nulla; l'illustrazione è piuttosto originale, gioca con molto spazio lasciato vuoto, è efficace e rappresenta un Tex molto cupo e pensieroso. Mettiamo da parte le (poche per fortuna) critiche ricevute sull'apparente tristezza del volto di Tex, è una illustrazione corrucciata per scelta narrativa autonoma dell'autrice. Cosa lo ha reso corrucciato? Non si sa! Vedremo, nel Texone che le stiamo affidando e che ha accettato di realizzare, quante e quali espressioni ben diverse fra loro sarà in grado di realizzare! Tra l'altro, grazie ad un lungo servizio di due pagine sull'inserto culturale del Corriere della Sera (a cura del nostro Alessandro Trevisani, qui la versione online - ndr) la copertina e la Zuccheri hanno suscitato un po' di interesse mediatico. Che è sempre cosa positiva.

Seconda domanda in merito alla prima storia (Faraci / Casertano). Soffermiamoci sul disegnatore; nell'ultimo anno ha visto pubblicato un volume della collana le Storie, più Dylan Dog e questo debutto su Tex. La sua interpretazione del Ranger entra in quella categoria di disegnatori (alla Seijas, per fare un nome) con tratto pulito, doppio e sicuro piuttosto classici. Ti è sembrato a suo agio (a me sì)? Quale pensi sia il suo punto di forza in questa interpretazione?
Tito
ha scritto una storia, sapendo che era destinata a Giampiero, assolutamente ironica e destinata ad essere disegnata anche calcando il piede sul pedale del grottesco, cosa che nei suoi ultimi lavori Casertano sta facendo spesso. Invece ha disegnato un Tex pulitissimo e classico. Un Tex alla Howard Hawks, direi.

Terza domanda, per la storia di Ruju / Scascitelli. In questa storia abbiamo una sparatoria notturna che ricorda quella del primo Color Tex (di Brindisi) e confrontandoli si capisce come la colorazione stia cambiando (pur non essendo ancora del tutto realistico). A parte questo Scascitelli è un autore molto particolare, quasi un incisione, dettagliatissimo e pieno di tratteggi. Praticamente con un tratto inedito su Tex. E la colorazione dell'albo è molto accesa: hai già avuto riscontri di gradimento? Mi sembra essere una prova abbastanza fuori dai canoni usuali, sarebbe interessante sapere i lettori come l'hanno giudicata.
Beh, Scascitelli era al debutto per la nostra casa editrice. Anche se, a dire il vero, i suoi western li aveva già realizzati; infatti considero i suoi Briganti (di cui ha scritto testi e realizzato i disegni) un perfetto western italiano.
Per noi è già al lavoro su altre storie di Tex: realizzerà una storia per L'Almanacco del West e una storia lunga di 160 pagine per un Color Tex tutto suo: direi che la sua prova è stata quindi molto apprezzata da noi e siamo felici sia a tutti gli effetti un nuovo autore di Tex.

Quarta domanda, sulla piccola detective story scritta da Manfredi e disegnata da Biglia. Qui il disegnatore è chiaramente a suo agio con il personaggio e le ambientazioni ed il suo sodalizio con lo sceneggiatore (su alcuni Magico Vento) è garanzia di affiatamento per la realizzazione della storia. Può essere che la vera singolarità della storia sia proprio la struttura meramente poliziesca della stessa?
No. Nel senso che secondo me la storia non è un poliziesco. Si tratta di una normalissima storia pienamente western, nella scrittura della quale mi pare giusto sottolineare che Manfredi ha brillato e molto. La storia si ispira a una short story di Stephen Crane (qui la pagina Wikipedia del racconto e qui, per gli anglofoni, si può leggere il racconto on line).
Biglia è un autore che conoscevamo e che ha già lavorato con la Sergio Bonelli Editore; da oggi puoi tranquillamente annoverarlo fra i disegnatori di Tex, visto che dopo questa prova è entrato anche lui nello staff.

Ultima domanda, sulla storia di (ehm) Boselli e Genzianella. Anche qui i due hanno (avete) una lunga militanza comune su Dampyr. Trovo Genzianella un autore moderno ed efficace e molto espressivo. La colorazione di questo albo, più che l'ottima interpretazione del disegnatore, sembra essere un qualcosa di particolare da segnalare. Sono state date indicazioni particolari per forzare i toni e gli effetti del colore?
Beh, che dirti. Abbiamo lavorato con due coloristi per quattro storie. A differenza di quelle assegnate ad Oscar Celestini, le storie affidate a Rudoni hanno richiesto dei colori più marcati, violenti. Oscar ha realizzato delle colorazioni molto pulite.
Per quel che riguarda la storia di Genzianella in pratica i colori "particolari" che vedete sono quelli reali delle "onde" (la località dell'Arizona realmente esistente: potete guardare qui se è vero… (qui il sito della località, qui la pagina Facebook, qui alcune strepitose immagini).
Alle volte basta uscir di casa, viaggiare e scoprire come la natura possa sconcertarti con i suoi colori più di quelli rappresentati su un albo a fumetti.
Per il resto, sulla colorazione, aggiungo solo che magari, nelle prossime storie, vedrai che alcuni disegnatori si coloreranno le tavole da soli!

Grazie mille e buon lavoro!

 

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