Fumetti

5domande5: Sergio Nazzaro, di fumetti, giornalismo e camorra ed altro

Intervista al giornalista e scrittore, direttore responsabile della RW Edizioni

02/10/2013
5domande5: Sergio Nazzaro, di fumetti, giornalismo e camorra ed altro

Chi è Sergio Nazzaro, dal suo sito ufficiale: Scrivo reportage d’inchiesta sulla criminalità organizzata, mafia africana, citizen journalism. Il mio ultimo reportage, “Castel Volturno reportage sulla mafia africana” è stato pubblicato nella collana Saggi Einaudi Editore. Per il mensile Wired Italia, nel settembre del 2013, ho realizzato l’esclusivo reportage sull’ultima base segreta antiatomica della Nato presente in Italia. Sempre nel 2013 sono stato insignito del premio “Testimone di Pace sezione informazione“. Studio analisi economica e affari internazionali con particolare riferimento al Medio Oriente, Emirati Arabi Uniti, Mediterraneo. Opero nel campo delle strategie di comunicazione e dei social media. Lavoro come autore, fixer e producer per programmi televisivi d’inchiesta. Inoltre sono direttore responsabile della RW Edizioni (licenziataria per l’Italia DC Comics), Mega (Alastor Distribuzione), Soluzioni (Gruppo Volpes Case). Editor del sito Izzo Fotografia, co-fondatore di Strozzateci Tutti, curatore di Made in Castel Volturno e del sito per i diritti degli scrittori: Scrittori in Causa. Fondatore e promotore del concetto di slow reportage, per un’analisi approfondita di ricerca e di analisi nella produzione di reportage.

Ciao e benvenuto. Parliamo prima di te; hai studiato materie umanistiche e sei giornalista da molti anni. Contestualmente hai coltivato una passione per i fumetti. Quale è stato il tuo percorso di studi e di lavoro?
Sono laureato in Filologia e Storia dell’Europa Orientale, e mi ripetevano “non si trova lavoro con questi studi”. Sospetto fondato che si vive in una nazione di avvocato deputati e commercialisti evasori. Viaggiando ho cominciato a scrivere, e di poi il reportage è stato un approdo naturale. Di lavori tanti e svariati, anche perché questo permette la libertà di condurre inchieste senza dover leccare la mano di un padrone editore, o si crede ancora che i giornalisti nelle redazioni veramente conducono inchieste libere? Siccome siamo nel campo del fumetto, la mia avventura professionale comincia con la defunta Pegasus Distribuzione di Pasquale Saviano (che non è defunto ovviamente!), con la conduzione del Mega, oggi un magazine vero, serio e professionale. All’epoca avevamo il compito di farlo rinascere dalle 16 pagine in cui boccheggiava.

Sei qui su questo sito in questo spazio per due motivi. Il primo è che mi faceva molto piacere darti voce, per motivi fin troppo ovvi. Il secondo è la "scusa" che mi ha permesso di intervistarti. Sei direttore responsabile di RW Lion (editore licenziatario dei fumetti DC, e non solo, in Italia); ci racconti come sei arrivato a diventarlo e del rapporto con Pasquale Saviano, deus ex machina del distributore Pegasus e della RW Lion? Se a Sergio Nazzaro di sedici anni avessero detto che venticinque anni dopo avrebbe avuto la sua firma come direttore sui fumetti di Superman che avrebbe detto?
“Ciao sono Pasquale come stai?”
“Caro Pasquale, cosa ti serve, non chiami se non ti occorre qualcosa, o comincio a credere che il diavolo di accarezza l’anima per amore?”
Ecco come si diventa direttore responsabile di quei lavativi di Batman e Superman. Direttore è una parola veramente grande. Altra telefonata con il direttore strategico del magazzino Alastor, ovvero il caro (si fa per dire) amico Luigi La Rossa.
“Guarda che sono pur sempre il direttore responsabile della RW”
“Calma eh, sei una testa di legno, un prestanome”
“Dici?”
“Dico”
“Sa molto di crimine organizzato”
“Si, ma in galera di vai tu, mica i padroni veri”
“Mi mandi un fumetto di Joker?”
“No!”
Ecco questa è la vitaccia di un direttore responsabile, solo guai. Neanche più Max Ciotola mi porta rispetto, e ho veramente detto tutto! Scherzi a parte, è andata proprio così. In merito a Pasquale Saviano, bon, stiamo diventando vecchi nella reciproca conoscenza. Mi sia permesso, però di dare credito e merito anche al fratello Emilio. Dietro ad ogni grande uomo, c’è un fratello geniale (si fa per dire, ovviamente). Il rapporto è di amore e odio. Come stratega economico e di sviluppo industriale, inconsapevolmente, rasenta il geniale. Ama il fumetto per davvero, e cerca di lavorare in un Sud complesso e di questo bisogna dargli merito.

Per le critiche vere e proprie, siccome sono sicuro che sta leggendo queste righe, sa bene in cosa non mi trova assolutamente d’accordo e rimane un discorso privato. Oltremodo segue il mio lavoro d’inchiesta con grande attenzione e un sincero affetto protettivo. In merito al fumetto guai a chi mette becco nei suoi amati Batman e Superman, e andiamo d’accordo perché io leggo graphic novel, quindi ci siamo divisi i campi: io non capisco lui e lui non capisce me. Alla fine della giornata è una bella soddisfazione piuttosto che avere la firma sui volumi della DC Comics, a soddisfazione vera è vedere un gruppo di lavoro coeso che realizza ottimi prodotti, però Pasquale già sai dove siamo carenti, basta poco e diventi azienda dell’anno, jammdirettò.

Ho letto il tuo libro Io, per fortuna c'ho la camorra (qui una recensione online che ritengo perfetta e sposo in ogni virgola) ma non gli ultimi due sulla "mafia africana"; ne ho apprezzato il contenuto ovviamente ma molto anche lo stile e la scelta stilistica delle storie brevi. Riuscire a parlare di quel che parli vestendo il tutto di un sofisticato (nel senso di studiato) abito in modo da poter interessare anche per la forma è una necessità per non scadere nella lista in ordine alfabetico dei clan o nel pezzo di cronaca che ormai si salta a piè pari durante la lettura dei giornali?
Credo, come nel fumetto, che chi scrive, disegna, chieda un atto di pazienza al lettore. Chiede il suo tempo, e se rispettiamo il lettore bisogna essere affilati nello scrivere, non annoiarlo con la dimostrazione della propria bravura in una sorta di masturbazione egotica. Quando scrivo due punti sono fondamentali: documentazione accurata e approfondita, di poi trasmettere le informazioni raccolte ed analizzate al lettore con uno stile che ringrazi della sua lettura, quindi scorrevole, veloce e soprattutto senza l’io narrante tanto caro alle rockstar dell’antimafia, eroi e martiri e speculatori sul dolore della morte, altrui, però.

A parte chi si schiera apertamente pro (e ne viene reclutato) e chi contro (e si espone come per esempio tu o tanti altri giornalisti, magistrati, poliziotti...) esiste nel tuo territorio, un quantitativo di persone per bene che non prende posizione con forza ma si lascia vivere da quel che gli succede attorno. Esiste un modo per svegliare queste coscienze? Questo risveglio è l'unica strada per liberarsi della malavita organizzata (nota non in domanda, per me ovviamente no) o cosa altro serve?
Serve guardare il passaggio delle nuvole in cielo. Siamo nulla, così attaccati ad una vita che può finire da un momento all’altro, e quindi l’unica speranza che abbiamo è di viverla con grande dignità. Risvegliare le coscienze è una parola grossa. Facciamo funzionare le scuole, riportiamo la cultura (libri, fumetti) al centro della vita delle persone e tutto migliora in un attimo, ne sono convinto. Di poi siamo la maggioranza, coloro che combattono ogni giorno per cambiare lo stato delle cose. Che sia chiaro, gli infami sono pochi, è il caso che gli onesti facciano sempre più rete e così li fottiamo i cattivi, una volta per tutte.

L'argomento principe delle tue ultime inchieste e degli ultimi tuoi libri è la mafia africana e la connessione con l'Europa o meglio con l'Italia e la Campania; la gestione dell'immigrazione illegale e della prostituzione delle clandestine sono ulteriori banchi di lavoro della nostra delinquenza organizzata. In sintesi, cosa hai trovato di particolarmente singolare e, anche in questo caso, pensi esista e sia percorribile una via per combattere tutto ciò?
E’ singolare come nessuno ne parli. E’ criminale che non si dibatte del mio libro più ampiamente, non per me o la mia scrittura. Io narro, documenti alla mano (e non romanzi criminali copiati da Wikipedia) di realtà terribili e sul limite del collasso. Quando poi ci saranno altri morti, allora l’informazione si sveglierà e farà la solita faccia di cazzo meravigliata di come mai sia successo il guaio.

Ciao e grazie per il tuo tempo!



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