Fumetti

Laura Zuccheri � la prima 'donna di Tex': 'Far� un Texone con Boselli, e se mi chiama Berardi rifaccio Ken Parker!'

L'autrice emiliana ha firmato la cover di Color Tex n. 4, in uscita il 20 novembre: nessuna fumettista aveva mai disegnato il ranger del Texas. E presto comincer� la prima storia lunga...

18/11/2013

La prima � stata lei: nessuna donna, prima di Laura Zuccheri, 42 anni da Budrio, aveva mai disegnato Tex Willer. Mai neppure un faccino era stato firmato da una fumettista. Laura parte con una cover ?deluxe?, quella del Tex Color Fest n. 4, il primissimo albo del ranger composto da storie brevi, quattro per l?esattezza, di 32 pagine ciascuna (Faraci/Casertano, Ruju/Scascitelli, Manfredi/Biglia, Boselli/Genzianella sono le coppie di autori). Di questa cover Postcardcult.com vi presenta alcune matite di prova e la matita definitiva.

Ma la Zuccheri vuole gi� accettare il Texone che le hanno chiesto dalla Bonelli. "Non ho pi� scuse, ormai mi tocca!", ci rivela all'indomani di un articolo sul tema apparso sulla Lettura del�Corriere della Sera. "Me l'ha proposto Mauro Marcheselli, la sceneggiatura sarebbe di Boselli: mi hanno dato il tempo che mi occorre, il fatto � che devo incastrarlo anche col lavoro per la Francia?", spiega Laura, che col compagno ricercatore in Fisica vive a Esslingen, nel Baden, in Germania. E che disegnando Tex ha fatto felice un altro uomo molto importante per lei: suo pap�...

Laura, a che cosa stai lavorando?

"Sto completando il quarto volume de Le Spade di vetro, che uscir� tra aprile e maggio del 2014. Alla fine dell?anno prossimo, invece, uscir� la serie completa in Usa e Giappone".

Da un po? vivi in Germania: come mai?

"Vivo a Esslingen, nel Baden-W�rttemberg, vicino a Stoccarda. Quanto ai motivi, beh, � una delle regioni pi� ricche del mondo, con un ambiente molto cosmopolita: giapponesi, brasiliani, americani... E un?altra cosa che apprezzo sono i mezzi pubblici, molto efficienti, laddove intorno a Ferrara, dove vivevo prima, ero costretta a prendere la macchina di continuo".

Questo � quello che hai trovato dopo arrivata: ma come ci sei finita l�?

"Mi interessa il fatto di spostarmi nel mondo, e poi l?Italia mi sta stretta: cos� mi sono convinta a seguire il mio compagno, che � un ricercatore in Fisica e lavora all?Universit� di Stoccarda. Ma non c?� solo questo: qui sono pi� vicina a Parigi, dove ha sede la Humano�des Associ�s, e poi mi interessa imparare le lingue e sviluppare confidenza con gli spostamenti all?estero...".

In che senso ?confidenza??

"Quando ho iniziato a girare per festival, presentando il primo volume delle Spade, nel 2009, mi � venuta la fobia dell?aereo. In pi� ero dipendente dagli altri in tutto e per tutto, specie per le lingue. L� ho capito che se volevo coltivare le mie ambizioni era tempo di muovermi. Ora pensa che sto pensando di trasferirmi a Los Angeles, dov?� la sede principale degli Umanoidi!".

Che cosa ti manca dell?Italia?

"La sua bellezza: � il paese pi� bello del mondo, per clima, citt�, paesaggi. Ma quando mordi questa bella mela, poi ti accorgi che dentro � marcia. Ogni volta che torno mi sale la rabbia a vedere gli sprechi, una politica che non pensa al paese, un materiale culturale che non � valorizzato manco sul piano turistico... Ho l?impressione che da noi le cose non cambino mai, mentre il resto del mondo va a mille all?ora?.

Ci hai parlato del tuo compagno: convivi o sei sposata? Vorresti una famiglia tua?

"Convivo e sto bene cos�. La societ� di oggi non aiuta le donne a far coincidere lavori importanti come il mio con un discorso di famiglia? Certo, se vuoi morire di stress fai la mamma, lavori, fai tutto! Ma se vuoi vivere sereno devi fare delle scelte. Io ho sempre avuto il desiderio di vivere una vita diversa rispetto agli esempi tradizionali che avevo intorno. Non mi convince il barcamenarsi tipico di certe mamme spesso poco gratificate: � una cosa che non accetto".

Usi la tavoletta grafica?

"No, soprattutto per via dei colori, che voglio usare con le mie tecniche e la mia personalit�. E poi non mi va di uniformarmi agli altri".

Sul tuo blog troviamo solo disegni e dipinti: non ami esternare online? E non frequenti i social network?

"In realt� non ho tempo di dedicarmici. Ma ogni tanto penso di fare qualcosa di pi�? Avrei bisogno di qualcuno che se ne occupasse!".

Ci dici un segreto che hai rubato a ciascuno dei tuoi riferimenti?

"Con Berardi ho capito il valore della cultura, da Milazzo ho preso la capacit� istintiva di costruire la tavola... Per il resto ho sempre guardato Alex Toth e gli autori americani".

Nel 2003 cominci a studiare pittura: � stato un rimettersi in discussione? E come ha cambiato il tuo stile di disegno?

"L?ho fatto perch� per lavorare per la Francia dovevo imparare la tecnica del colore. Ho fatto tante prove dal vivo: sono uscita dal mio studio e ho capito che nella pittura c?� la mia vera natura. Oggi mi sento pi� pittrice-illustratrice che autrice di fumetti. E lavoro per una galleria d?arte di Milano, la Salamon (il 21 novembre a Milano inaugura una collettiva dal titolo Alle radici, in cui Laura, che sar� presente al vernissage dalle 18.30, espone le sue variazioni sul tema dell'albero, ndr): attraverso di loro espongo in varie citt� europee, presto anche Washington e New York?".

Perch� nei credits di Ken Parker Magazine, nel 1992, apparivi come collaboratrice?

"Ero molto giovane, il mio contributo era modesto, quando sono arrivata a KPM non ero in grado di disegnare pagine complete: facevo sfondi, vignette: ed � stato un lavoro fondamentale!".

Mi fai una proporzione lavoro/riposo/tempo libero/faccende domestiche nella tua giornata?

"Direi 10 ore per il lavoro, 2 ore di sport, tra yoga, nuoto e camminate. Poi 30 minuti per mangiare, non di pi�! Ma niente ?pappe?, piuttosto mi metto a cuocere una cosa veloce, e mangio leggero e naturale, anzi sono quasi vegetariana. Le faccende? Un paio d?ore alla domenica, col mio compagno!".

La Francia che mondo � per te?

"Un posto dove se hai talento puoi proporre idee tue. Per� escono circa 6 mila cartonati all?anno: non � facile proporsi in un mercato cos� saturo, che ahim� comprende tante cose di livello scarso. Quanto all?Italia vedo che Bonelli si sta muovendo parecchio, e promuove cose nuove e diverse. E per me penso che lavorare sia per Bonelli che per la Francia sia un buon compromesso".

Come fai a ottenere l?espressivit� cinematografica tipica dei volti dei tuoi personaggi?

"Sarebbe una cosa che ho di natura, ma l?ho affinata in anni di esperienza. E non basta lavorare 6-7 ore al giorno: ci vuole grande dedizione. Perci� si arriva alle 10 ore...".

Ti piace il western: come nasce questa fascinazione?

"Da bimba. Mio padre giocava a basket nella Virtus Bologna, cos� nei weekend, mentre lui era in ritiro, con mia sorella dovevamo andare a stare da mia zia a Budrio. E lei per farci passare il tempo ci portava al cinema a vedere quello che c?era, e all?epoca, nei cinema di provincia, c?era tanto far west: I magnifici Sette, Il grande paese con Gregory Peck, i film di John Ford. Piano piano mi sono innamorata dei cavalli, degli indiani? E mi entrato il western nel sangue. Una passione che non � stata pi� approfondita nel mestiere, perch� tolto Ken Parker ho sempre disegnato altro".

C?� qualche film o qualche scena che ti � rimasta nel cuore?

"Uno dei film che amo di pi� in assoluto � Gli spietati, con Clint Eastwood e Gene Hackman. Poi adoro Non � un paese per vecchi, diciamo un neo-western? In genere mi sono sempre piaciuti gli appostamenti, le sparatorie. E gli inseguimenti a cavallo!".

E invece come arrivi a disegnare Tex? C'erano state altre occasioni?

"In passato mi ero proposta per vie traverse, ma lavoravo per Julia,e non mi hanno mai spostato. Poi nel gennaio 2012 Marcheselli mi ha chiesto di fare la copertina per Tex, io gli ho proposto diverse soluzioni e lui ha accettato questa, molto semplice, dove Tex ha un volto di sapore epico. Chiss�, magari ha appena ucciso qualcuno?".

Perch� servono 65 anni per aspettare di vedere la prima donna che disegna Tex?

"Intanto c?� un dato culturale: le bimbe giocano con le bambole, � molto raro che vengano cresciute in maniera diversa. Ed essendo il western un genere difficile lo devi avere dentro?".

Perch� � difficile?

"Per i cavalli, per i cappelli, che pochissimi sanno ?mettere? in testa ai personaggi, poi per le armi? Devi amare la natura, gli indiani, avere il gusto del particolare per le diligenze, i villaggi?".

Ok, torniamo al punto: perch� le donne non disegnano Tex?

"Beh, Tex in effetti � uno status symbol maschile. Poi in generale si ritiene che le donne non siano abili a fare il western. Secondo me c?� sempre stato questo pregiudizio, ma � una mia sensazione?".

Tu hai pagato qualche pregiudizio verso le fumettiste?

"Ho riscontrato molta diffidenza all?inizio: vent?anni fa si percepiva un forte scetticismo intorno alle donne, ma del resto � una cosa che avviene anche oggi in tutti i campi? Si pensa che le donne dal lavoro ci passano per andare altrove, e che ad arrivare a certi livelli non ce la possono fare, perch� gli uomini al fumetto si dedicano 10-12 ore anche se hanno famiglia, mentre le donne alla fine preferiscono fare altro. E devo dire che se io, presa da impegni familiari, avessi dedicato ai fumetti mezza giornata non sarei arrivata dove sono".

Leggevi Tex da ragazzina?

"L?ho letto da bimba, ma guardavo le figure! In effetti non ho mai conosciuto una donna che leggesse Tex, ma io sono sempre stata una tipa controcorrente? E pure da bimba avevo il mio modo di vedere le cose. A Carnevale, per dire, di volta in volta per mia scelta mi sono vestita da sole, fatina, galassia, e me li facevo da me gli abiti: li disegnavo, poi li facevo confezionare a mia nonn. E cos� ho sempre fatto per case, bambole... Tutto quello che ho in mente me lo progetto?".

Che Tex sarebbe il tuo se potessi scegliere?

"Mi piacerebbe dargli una valenza diversa. Lui certo ha la sua storia. Ma gli darei la mia esperienza umana, professionale. Mi piacerebbe disegnare una storia che racconta il dramma umano di un emarginato, oppure affrontare la questione delle trib� indiane. Per me Tex sarebbe come un avatar che entra in quell?epoca e mi fa vivere il western da dentro".

Una volta dicesti che a Ken Parker Magazine�ti hanno ?smontata in mille pezzi e li hanno rimessi insieme daccapo?: che vuol dire?

"Volevo dire che mi hanno insegnato un metodo di lavoro: bisogna imparare a disegnare imparando davvero a fare le cose, senza limitarsi a copiare da chi sa farle. E poi guardare molti film, cercare di vederli con un occhio diverso".

E che ne pensi del ritorno di Ken Parker?

"Ho perso i contatti con Berardi e non sapevo di questa notizia. Tutto il mio entusiasmo, l?ho sempre amato, non sono riuscita a farlo da protagonista, ma lo trovo un personaggio geniale".

Se ti chiama Berardi a rifare Lungo Fucile?

"Perch� no!".

Pittura/fumetto: con che proporzioni ti dedichi alle due?

"Nelle 10 ore che dedico al lavoro ci metto dentro due ore di pittura, nel primo pomeriggio, per staccare".

Consigli per un giovane fumettista?

"Per l?editoria � un periodo molto duro? Forse � meglio progettare videogiochi! Magari nel futuro faccio io stessa il concept artist, perch� trovo i giochi di realt� virtuale molto stimolanti. Anzi, meglio che non mi ci avvicino perch� divento gioco di realt� virtuale-dipendente, ma li trovo molto interessanti davvero!".

A livello di disegnatori qual � il tuo podio di tutti i tempi?

"A livello di fumetti direi Alex Toth, Fawcett e Noel Sickcles. Come pittore Andrew Wyeth, come concept artist Craig Mulling, tra gli illustratori nomino Howard Pyle".

Ma ti ricordi come nasce il tuo rapporto con Tex, da piccola?

"Per mio padre era una passione assoluta, sono cresciuta coi suoi Tex in casa, e lui li colleziona ancora, anzi compra tutto quello che riguarda Tex... Per questo mio debutto � sulla luna, era al settimo cielo quando gliel'ho detto? Anche perch� sai una cosa? Da ragazzo disegnare fumetti era il suo sogno!".

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