Fumetti

Mondadori Comics - Black Lord (Somalia: Anno Zero, Guerriero tossico), la recensione

Due uscite (la 11 e la 13) per la serie Prima, della Mondadori Comics, a completare una storia di Dorison e Ponzio.

23/10/2015
Mondadori Comics - Black Lord (Somalia: Anno Zero, Guerriero tossico), la recensione

L'etichetta Prima, della Mondadori Comics, ci permette di seguire quasi in contemporanea con l'uscita in Francia, la serie Black Lord, edita in terra d'oltralpe dalla Glénat.

Ai testi Guillame Dorison e ai disegni e colori Jean-Michel Ponzio (con gli storyboard di Benoit Dellac). In tutto sono due gli albi usciti qui da noi, rispettivamente i numeri 11 e 13 della collana, a formare una miniserie di due numeri con una storia completa nel totale.

Dorison, francese, è un autore che è già stato pubblicato dalla Mondadori (sono sue le storie di Santuario e sarà pubblicato anche più avanti con quanto scritto per la serie XIII, sempre pubblicata da Mondadori Comics) attivo da una quindicina di anni sul mercato francese: la sua bibliografia ce lo indica come autore poliedrico, come molti degli sceneggiatori che lavorano in Francia, in grado quindi di spaziare dal genere storico a quello fantastico, fino a planare, negli albi che abbiamo fra le mani, su di una storia di azione/thriller ambientata sulle cose africane in un contesto che definire verosimile è poco.

Ai disegni, sempre per restare in tema di verosimiglianza, un altro autore francese, Jean-Michel Ponzio, già in coppia con Dorison su Il complesso dello scimpanzé (e già anche pubbblicato dalla Mondadori con il suo Il rapporto Pelican), che nei fatti è uno degli esponenti principali di uno stile fotografico didascalico che se nella sua peggiore accezione e realizzazione sembra puntare al fotoromanzo come in voga negli anni settanta, in alcuni casi (e per chi scrive questo è uno di quelli) colpisce nel segno e consegna storie di grande impatto.

Negli ultimi lustri la pirateria, che sembrava oggetto dei libri della storia di due e passa secoli fa, è prepotentemente tornata a essere oggetto di cronaca, visti i continui e ripetuti attacchi di piccolissime bande di pirati nei pressi delle coste africane. Oggetto di questi attacchi navi da carico o imbarcazioni provate, sovente con annessi sequestri in attesa di lauti riscatti. Problema di gran rilievo per gli armatori (che han dovuto assumersi carico di questo rischio e/o hanno provveduto a far salire a bordo guardie armate) e ennesimo spunto di cronaca nera, in questo caso utilizzato da Dorison.

Nel primo albo dei due veniamo catapultati al contro dell'attenzione da subito: come nelle migliori tradizioni del genere (pirati, navi, mare…) facciamo la conoscenza con un ormai disilluso pilota di una bagnarola che fra alcool e spinelli porta in giro turisti alle coste della Somalia. Il tipico uomo che non chiede più nulla alla vita ma che alle sue spalle ha una vita piena di azione e di eventi da dimenticare pronto a risalire in sella per far valere la sua esperienza e affrancarsi.

I pirati attaccano la sua nave e lui, ferito, riesce a buttarsi in acqua, mentre i suoi clienti sono utilizzati come merce di scambio dai pirati stessi in attesa di un congruo riscatto.

Come dicevamo il disegno questa volta, almeno agli occhi di chi scrive, è particolarmente efficace. In primis va sottolineata una buona qualità della colorazione, soprattutto per l'insieme totale delle tavole. I toni, le scelte cromatiche sono davvero ottimamente scelti e rendono appieno gli interni ma soprattutto gli esterni (spiagge, mare, tramonti africani). I protagonisti sono realizzati in perfetto stile fotografico, ma la costruzione della tavola e della singola vignetta non è mai stonata. Esiste la capacità di rendere il tutto perfettamente leggibile e verosimile, senza che, come accade di frequente, i volti e le persone (ricalcate o copiate da riferimenti fotografici) appaiano come sagome ritagliate ed incollate nelle vignette. Alcune tavole risultano, in questo, particolarmente efficaci: in primis quelle sulla spiaggia, dove i personaggi sono perfettamente integrati e bilanciati con gli sfondi, dandoci la sensazione (visto il realismo del disegno) di essere presenti davvero.

Solo alla fine della lettura del secondo numero, però, a storia completa, riusciremo ad avere il quadro preciso di quanto Dorison voleva raccontarci. A dire il vero qualche importante indizio era stato lasciato anche nel primo numero: il racconto è quasi neutro, sembra non prendere parte né contro né a favore della pirateria, ma ci permette di entrare nei due mondi e, sinceramente, non consente di prendere posizione.

Abbiamo, dopo la lettura del secondo numero, qualche informazione in più su come si viva in Africa e su come viene vista la pirateria (anche in maniera un po' romanzata ma forse condivisibile) da parte degli abitanti del luogo e soprattutto abbiamo qualche indicazione (e anche in questo caso la cosa non è del tutto una sorpresa) su come i civilissimi occidentali abbiano trovato terreno fertile in Africa per le peggiori azioni.

Nel primo numero vi è anche una citazione ad un fumetto, gli X-Men, nel quale un villain storico (Magneto) si scopre essere diventato tale solo in risposta ad un genocidio: "la via dell'inferno è lastricata di buone intenzioni" dice uno dei protagonisti del volume, spiegando che la pirateria in alcuni casi, seppure non azione corretta, è stata l'unica reazione possibile all'invasione di governi stranieri i cui interessi erano solamente lo sfruttamento delle zone costiere e lo sversamento di rifiuti tossici. Pirateria come grido di lamento di un popolo: sbagliato ma ultima ratio allo stremo delle forze.

Il racconto in prima battuta sembra non schierarsi a favore di nessuno, la storia è narrata in maniera cruda ma quasi asettica; alla fine però esprime chiaramente le idee dello scrittore.

Seppure riscattatosi nel finale, anche il protagonista (che prenderà il nome di Black Lord) non è sicuramente un buono a tutto tondo: questo fa sì che in due storie non vi sia un bianco che sia una persona per bene…

Che un famiglia di pescatori in Somalia compri fumetti statunitensi per imparare l'inglese potrebbe anche starci. Ma che tra questi fumetti vi sia The X-Men 91 (del dicembre 1974, valore commerciale circa us$160) beh questo sì sembra un po' singolare.


Siti correlati:
- il primo volume sulla pagina della Mondadori Comics
- il secondo volume sulla pagina della Mondadori Comics