Fumetti

NPE - Cit., la recensione

Un volume di graffiante ironia sui temi cari all'autore Pierz, per i tipi della NPE.

20/10/2015
NPE - Cit., la recensione

Ultima opera di Pierz, Cit., edito dalla NPE, è la sesta collaborazione dell'autore con la casa editrice salernitana. LucaPiersantilli (questo il nome all'anagrafe di Pierz) è sicuramente uno dei più divertenti fumettisti dell'ultima generazione; come già detto, però, il rischio che corre è quello di continuare il suo percorso artistico senza evolversi riavvitandosi su se stesso. E in partenza questo volume, Cit., dimostra che il rischio è dannatamente reale.

Gli spunti di fondo (critica al cattolicesimo, utilizzo dei suoi personaggi per battute nonsense e sketch ispirati a serie tv o cartoni animati) sembrano essere gli stessi ed anche i passaggi in cui si critica la Chiesa Cattolica utilizzando gli stessi strumenti di catechesi (le Scritture) per sottolinearne errori e contraddizioni ormai sembrano essere cosa stravista e ormai assodata.

Il pretesto iniziale del volume è la presenza di una cometa con il volto di Paolo Brosio (non chiedetemi per favore...); scopo dei protagonisti della vicenda, il Raviolo e il "tizio" con il piercing già presenti nei volumi precedenti, è quello di liberarsi di Brosio.

Pur strappando qualche sorriso però il volume pare non decollare perché il flusso continuo di gag e apparizioni di personaggi stramplati per il gusto della battuta sembra segnare un po' il passo. La piccola svolta, che salva, almeno per questa volta l'autore, è la serie finale (ammettiamolo, molto divertente) di gag in una/due tavole di citazioni da film telefilm e fumetti (e libri).

Da Wolverine a Iron Man, da Ritorno al Futuro ad Utimate Spider-Man, tutto è un pretesto per prendere in giro i nostri miti dell'entertainment odierno: se nella prima parte la presa in giro era destinata al Cattolicesimo ed alla Fede, in questa seconda parte è la nostra seconda religione, i miti del nostro tempo libero appunto.

La domanda finale, che riprende il dubbio iniziale, è comunque sempre la stessa: durerà il successo di pubblico per questo tipo di pubblicazione? Riuscirà il simpatico Pierz a trovare nuove vie per esprimere la propria comicità e la propria verve? Sinceramente non sappiamo cosa rispondere a queste due domande e più di augurarci e augurare qualcosa di diverso e più forte a Pierz non riusciamo.

 

La cosa più bella del libro, ovviamente, è la prefazione, durante la quale l'autore, pur di evitare di scrivere, ricopia fedelmente una canzone degli 883...

 

L'ironia e il tempo della battuta ci sono sempre, anche se il ritmo non è serratissimo e qualche gag è un po' moscia.

Il senso di già visto che aleggia sul volume.

Una pagina molto singolare di frasi dette da personaggi celebri prima di morire (non necessariamente verificate, come conferma l'autore) fra cui spicca quella di Priebke: "Oh bella... ciao!".

Siti correlati:
- la pagina del libro sul sito dell'editore NPE.