Fumetti

Round Robin - Vallanzasca. Il male fuori e dentro il carcere

Le gesta del famoso criminale milanese narrate nel volume edito dalla Round Robin.

20/10/2015
Round Robin - Vallanzasca. Il male fuori e dentro il carcere

L'etichetta RoundRobin da anni sta portando avanti discorsi importanti in vari settori dell'editoria; anche nel campo del fumetto ha editato una serie di volumi di buona qualità e di elevatissimo spessore sociale, che ci hanno riportato eventi luttuosi del recente passato o dedicati a personaggi di spicco della nostra società vittime della malavita. Un percorso virtuoso sui binari del cosiddetto graphic journalism ma gestito con grande attenzione e con pochi e mirati titoli all'anno.

Ovviamente, come in tutti i percorsi, c'è una crescita se gli errori fatti per strada vengono riconosciuti e corretti e proprio in questo senso il volume ch abbiamo fra le mani sembra essere la dimostrazione che il livello qualitativo stia salendo.

Fra i fumetti candidati a vincere il Gran Giuinigi 2015 a Lucca Comics & Games, questo "Vallanzasca" è il naturale raggiungimento di un buon livello qualitativo, senza perdere di vista il fine sociale dell'editore, quello di raccontare e mettere a nudo eventi rilevanti della cronaca italiana e personaggi particolari.

Lo sceneggiatore (e curatore di Fiere ed Eventi) Luca Scornaienchi, alla terza collaborazione con l'editore, punta i riflettori su un personaggio sicuramente di grido e che è stato assoluto protagonista della cronaca nera di almeno un paio di decenni.

Ai disegni c'è Jonathan Fara, sardo, praticamente al debutto da professionista nel campo fumettistico. Un debutto decisamente probante, una novantina di tavole che lo mettono a dura prova, spaziando dall'onirico al tragico al comico. L'autore utilizza un espediente narrativo (un compagno di cella) per far raccontare a Vallanzasca la sua vita da delinquente, che lo ha portato in quella cella con fine pena mai. Il racconto, ovviamente, non può essere esaustivo e coprire le mille imprese criminali e non del bel Renè e quindi fa una selezione. Quello che è comune a tutto quanto raccontato è in linea di massima riconducibile a tre filoni, anzi quattro: azioni criminali, donne, evasioni. E morte.

Io non sono cattivo, ho solo il lato oscuro un po' pronunciato; questa è la battuta di Vallanzasca che più colpisce. Perché cerca di sminuire, con la sua tipica guasconeria da bello e dannato che ha fatto cadere ai suoi piedi decine (centinaia) di donne, perfino mentre era chiuso in carcere, quanto fatto nella sua vita da criminale. Ma che il fumetto, nella parte finale, non tralascia, dedicando ad alcuni dei morti che hanno segnato il percorso criminale del Nostro delle sinistre splash page. Il volume sembra non voler giudicare; non emette giudizi e non condanna né assolve. Certo il narrare tutta la storia da dietro le sbarre di per sé però qualcosa significa ed anche se è "solo" uno stratagemma narrativo fa sì che non si perda mai di vista (anche nei momenti in cui Vallanzasca è eroe, per rapine andate a segno, per successi con le donne, per fughe apparentemente impossibili) il contrappasso di una vita criminale. Non possiamo né vogliamo dire se la colpa di quello che ha fatto durante la vita sia delle amicizie sbagliate, di una indole particolare, degli eventi, della società: il volume è un racconto, ognuno può, alla fine, decidere (anche integrando lo scritto con l'intervista finale a Antonella D'Agostino, la moglie di Renato) che pensiero e che giudizio dare.

Interessante anche analizzare le scelte artistiche e il lavoro di Fara: in linea di massima adotta uno stile abbastanza grezzo (felice scelta soprattutto per quel che riguarda la realizzazione delle parti del racconto relative agli anni sessanta o settanta) dedicandosi però con attenzione alla recitazione dei personaggi, i cui volti non sono mai abbozzati e, seppur con uno stile che non si preoccupa di chiudere le linee o di ripassare due tre volte per dare spessore ad una linea. In pratica l'autore non utilizza il tratteggio né la linea chiara ma ripassa più volte le linee come se stesse abbozzando il disegno, riuscendo però ad essere allo stesso tempo preciso ed espressivo e grezzo. La profondità, in assenza di tratteggio, la delega a delle velature di grigio che utilizza come se fosse una colorazione, tanto che il fumetto non viene da definirlo in bianco e nero, ma in bianco nero e grigio.

La sceneggiatura gli offre varie possibilità, che sembra utilizzare appieno: primi piani agli occhi, splash page, momenti drammatici. L'essenzialità (nelle vignette di passaggio, nei campi lunghi) è la parola d'ordine dell'autore e la qualità del risultato finale non sembra penalizzata; non è una essenzialità dovuta a mancanza di qualità (lo si vede nei momenti topici, quando è chiamato a prove più importanti e drammatiche.

Un buon punto di partenza per una carriera comunque agli inizi che auguriamo offra a Fara nuove possibilità per esser messo alla prova.


La narrazione è abbastanza fluida, la storia si segue con attenzione e rapidità.

 

Il volume è super partes; racconta il brutto e il bello della vita di Vallanzasca e non prende posizione; volendo si poteva spingere il pedale più a fondo, in una qualsiasi delle direzioni, per vedere che effetto poteva causare...

Singolare che la vita di un milanese famoso sia stata raccontata a fumetti solo ora, da un editore romano, uno sceneggiatore calabro e un disegnatore sardo.

Siti correlati:
- la pagina del volume sul sito dell'editore Round Robin.