Enzo Jannacci e la rivista Scarp dé Tenis

Il marchio dell'Enzo, un'aura di simpatia

Sappiamo che tutto nacquae da un'idea di Pietro Greppi e un paio di scarpe da tennis, nel 1994. E  da allora Enzo Jannacci è un filo rosso, il minimo comun denominatore tra questo mensile che parla di strada, il popolo che sulla strada ci vive e le migliaia di lettori, prima di Milano, oggi di tutta Italia, che sulla strada Scarp lo acquistano.

 

Pietro, pubblicitario e creativo sensibile, è in definitiva colui che ha creato il link con Enzo Jannacci e quel mondo di poesia e disperazione che sta dietro la canzone scritta nel 1964. Ormai mezzo secolo fa. Ma il giornalismo che Scarp ha sempre tentato di sviluppar e dal 1996, anno della sua fondazione con la Caritas Ambrosiana, non ha tempo, come la canzone, e deve molto alla poetica del medico cantautore dei Navigli, alla sua instancabile ricerca di ritratti di umanità perdente, che da sempre abita le periferie, che Scarp ha adottato e che si è rivelata la formula vincente per far immedesimare chi porta abitualmente le scarpe da tennis firmate con chi calza quelle donate dal centro di ascolto.

 

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Scarp de' tenis ormai vuol dire strada in tutta Italia, ed è merito soprattutto del marchio di fabbrica impresso dall'Enzo, che riveste con un'aura immediata di simpatia i venditori provenienti da divese sone del pianeta, da altri stradun.

 

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I rapporti diretti tra Janancci e il giornale sono sempre stati rarefatti, in linea con la sua riservatezza. Lui ha seguito la nascita del periodico concedento per telefono a Greppi il placet a usare il titolo della canzone per la testata, poi ha concesso interviste. Si sa che era un lettore, meno si sa della sua attenzione verso i venditori. Uno in particolare, Pietro C., che vendeva a Città Studi, quartiere milanese dove il cantautore ha abitato a lungo, fino al 200 gli faceva trovare una copia che Jannacci pagava generosamente. Poi Pietro lasciò Milano.

 

(da Il marchio dell'Enzo, un'aura di simpatia - Scarp e Jannacci: riservato, ma non disinteressato di Paolo Lambruschi, primo direttore di Scarp, da Scarp de' tenis, numero 171, maggio 2013)