Film/Serie Televisive

‘Revenant - Redivivo’ - trailer, filmati, immagini e recensione

Da sabato 16 gennaio nei cinema l’adattamento del romanzo con la storia vera di una lotta per la sopravvivenza contro l’uomo e la natura

16/01/2016
‘Revenant - Redivivo’ - trailer, filmati, immagini e recensione

Lasciamo perdere la telenovela dell’Oscar a Leonardo DiCaprio (anche se stavolta potrebbe farcela davvero, costretto a recitare quasi solo con lo sguardo e un corpo semiparalizzato: per la cronaca gliene capitano di ogni, e non a caso il cosceneggiatore Mark L. Smith ha vistosi precedenti horror) e ancora di più l’ironia sul grizzly che lo attacca più volte da dietro all’inizio del film (incredibile per realismo, paradossalmente realizzabile e realizzata soltanto grazie ai più moderni effetti speciali).

Lasciamo perdere pure lo stile contemplativo-ridondante del regista Alejandro González Iñárritu, che come in ogni opera realizzata da un autore divenuto di grido per la vittoria di un Oscar deve mettere in mostra il solito profluvio di mezzi raggiungendo così punte di parossismo (già dopo venti minuti la sua cinepresa avvolgente e grandangolare fa quasi girare la testa)... e pazienza se cita Andrej Tarkovskij a mani basse.

Lasciamo perdere nonostante tutto anche i richiami (pure evidenti) alla forza poetica di capisaldi come Corvo Rosso non avrai il mio scalpo (1972) con il Robert Redford poi riferimento per il fumetto capolavoro Ken Parker (e chi ama i trapper di Tex, Il grande Blek e Zagor non può assolutamente perdersi il film al cinema) e Il grande Silenzio di Sergio Corbucci (che perfino Wikipedia ricorda richiamato nel fumetto Durango di Yves Swolfs)... oltre naturalmente a Uomo bianco, va’ con il tuo dio! che nel 1971 per primo si basò sulla vicenda reale qui trasfigurata.

Lasciamo perdere perfino la sceneggiatura, che con tutta la buona volontà e i dovuti apprezzamenti per aver evitato le solite banalità - dialoghi compresi - risulta davvero troppo lunga (diciamo che, su due ore e mezza, quasi un terzo è superfluo)... anche se è condotta senza mai perdere il ritmo e fermandosi giusto un attimo prima di spazientire (anche se, a dirla tutta, in un paio di occasioni si sporge appena più in là della soglia).

Al di là di tutto, che amiate l’ambientazione (poco) western del Grande Nord o meno, quel che davvero rende imperdibile su grande schermo – perché è davvero impensabile vedere un film così su uno piccolo, che sia tv o computer (non parliamo di smartphone e tablet... né tanto meno dei monitor sugli aerei) – la storia vera del trapper Hugh Glass nel Montana e Sud Dakota del 1823 (dall’omonimo romanzo del 2002 di Michael Punke, collaboratore di Bill Clinton alla Casa Bianca e oggi ambasciatore USA all’Organizzazione Mondiale del Commercio di Ginevra) è una coppia d’assi che rende il film una vera e propria esperienza plurisensoriale: il meraviglioso lavoro di Tom Hardy nella parte dell’antagonista (meravigliosamente doppiato da Adriano Giannini) e del direttore della fotografia Emmanuel Lubezki Morgenstern detto “Chivo” (che davvero unisce l’esperienza avuta con Terrence Malick e Aleksandr Sokurov nel mostrare la natura con luce naturale e steadycam).

La storia è nota (in realtà nelle sue sole fasi salienti: l’ideale per qualunque sceneggiatore) ed è purtroppo simile alle tante vicende di terre e condizioni estreme per gli uomini, inevitabilmente costretti a scelte difficili ogni giorno: ma la natura è un conto, il cuore degli uomini un altro... e pur non mancando gli abusati cliché, le azioni si susseguono senza svolte inverosimili o irritanti (il che, nel panorama mainstream di oggi, è già molto).

Il film ha appena vinto 3 Globi d’Oro (per il Miglior Film Drammatico, la Miglior Regia e il Miglior Attore in un film Drammatico) e ha sorpreso tutti con 12 nomination agli Oscar del prossimo 28 febbraio (anche se è uno scandalo che manchi quella a Tom Hardy, già nel film indubitabilmente più esplosivo dell’anno Mad Max: Fury Road e nel doppio ruolo dei gemelli proagonisti di Legend): nei cinema nostrani è distribuito dalla 20th Century Fox Italia.

Di seguito il trailer italiano:

qui brevi interviste (sottotitolate in italiano):

qui il tema della fratellanza dei trapper (sottotitolato in italiano):

e qui il diventare un “redivivo” (con sottotitoli in italiano):

Come sempre in produzioni di questo calibro, il film ha un press kit di tutto rispetto e liberamente scaricabile, con tanto di pagina Facebook italiana.