Film/Serie Televisive

‘Steve Jobs’ - trailer, filmati, immagini e recensione in anteprima

Da giovedì 21 gennaio nei cinema italiani il miglior film sul deus-ex-machina della Apple

15/01/2016
‘Steve Jobs’ - trailer, filmati, immagini e recensione in anteprima

I film-biografia (di per sé anche il libri e i fumetti, quando vogliono condensare una vita in una sola opera) sono sempre una sfida, alla realtà e a chi conosce il biografato... figurarsi quando è uno degli uomini più (scriteriatamente) idolatrati e odiati nel pianeta, già protagonista di due documentari e un biopic in cinque anni. Dopo l’incensatorio Jobs di Joshua Michael Stern, che spaziava lungo il trentennio del protagonista dal suo periodo hippie fino a ridosso dell’iPod, a un regista come Danny Boyle (Trainspotting e The Millionaire, tanto per capirsi) e a uno sceneggiatore come Aaron Sorkin (autore di capolavori come le serie tv The Newsroom e West Wing nonché l’imperdibile film The Social Network) non poteva che venire il gusto di provarci alla loro maniera.

Senza arrivare ai limiti del nuovo tonitruante The Hateful Eight di Quentin Tarantino, il film è di fatto una piéce teatrale che si svolge non a caso raccontando nei dettagli a volte più intimi il davanti e dietro le quinte dei palchi in cui avvengono le tre più celebri presentazioni di Jobs per il lancio del Macintosh con la sua Apple nel 1984 (preceduto dal celebre spot tv orwelliano di Ridley Scott, mandato in onda soltanto durante il Super Bowl XVIII), del NeXTcube nel 1988 (usato da Tim Berners-Lee come primo web server al mondo e per scrivere il primo browser WorldWideWeb) e dell’iMac di nuovo alla Apple nel 1998.

Attorno, prima e dopo i tre momenti, che volenti o nolenti hanno segnato la vita di tutto l’Occidente (girati in 16 mm, 35 mm e in digitale), Michael Fassbender (Jobs), Kate Winslet (la direttrice del marketing Joanna Hoffman), Seth Rogen (il socio e amico di una vita Steve Wozniack) e Jeff Daniels (l’a.d. di Apple già in Pepsi e avversario John Sculley) mettono in scena nel bene e nel male i conflitti personali, culturali e caratteriali di compagni, amici e dipendenti... affetti negati compresi.

Il rischio cliché era dietro a ogni angolo ma, seppur con qualche lungaggine, lo script di Sorkin non delude (e 120 pagine di quasi solo dialogo non sono uno scherzo... infatti ne bastavano meno, ma come ha svelato il Wall Street Journal la lavorazione non è stata facile, compresa la vedova che ha chiamato alcuni attori per dissuaderli dall’accettare) e perfino Boyle, forse distratto dal carisma del personaggio, non indulge più di tanto nelle sue manie registiche. Colpisce semmai l’insistita (e difficilmente non voluta) ripetizione dei comportamenti pubblici e privati del protagonista sotto i riflettori e nei propri uffici, maniacalmente devoto al proprio mestiere come una missione.

Partendo dalla minuziosa biografia di Walter Isaacson (autorizzata e pubblicata nell’ottobre 2011, a sole due settimane dalla scomparsa del fondatore della Apple), Sorkin ha perfino intervistato la figlia Lisa Jobs, che Steve ebbe nel 1978 prima del primo matrimonio ma riconobbe soltanto nel 1986, che non aveva rilasciato interviste nemmeno a Isaacson.

“La verità è che Jobs era capace di indicare a ingegneri e designer le modifiche da apportare a un gadget tecnologico perché le persone mostrassero un attaccamento emotivo per lo stesso. Questo spiega perché ad esempio fosse importante per lui avere oggetti rettangolari con angoli arrotondati. La genialità di Jobs si trova nel punto di contatto tra tecnologia e arte”, ha dichiarato Sorkin a L’Espresso.

Il vero plus dell’intera operazione è però la prestazione di Fassbender, di tutt’altro genere rispetto al pur volenteroso Ashton Kutcher nel film del 2013, e soprattutto della strepitosa Kate Winslet, la quale riesce a sostenre la forza di un personaggio capace – come e più delle classiche persone fidate, che affiancano dietro le quinte le grandi personalità sulla scena ma non passano alla storia come loro – sia di sopportare le bizze logistiche, creative e comportamentali del genio, ma anche di comprendere al meglio la situazione spingendolo a rivedere le decisioni più folli e controproducenti.

Un film che forse lascerà l’amaro in bocca ai true believersche vedono i prodotti Apple come una religione, e che magari farà aprire loro gli occhi. Ma anche un film istruttivo per tutti, su di sé e le proprie emozioni, senza ipocrisie. Di questi tempi, è un risultato impagabile.

Di seguito il trailer ufficiale:

qui una scena di confronto familiare di Jobs con la madre di sua figlia Lisa:

qui una scena con i dipendenti in azienda:

qui una raccolta di scene del protagonista:

e e qui un’illuminante intervista al regista (sottotitolata in italiano):