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‘Mission: Impossible Rogue Nation’ - immagini, trailer e recensione in anteprima

Azione e adrenalinici colpi di scena, nei cinema italiani da mercoledì 19 agosto

06/08/2015
‘Mission: Impossible Rogue Nation’ - immagini, trailer e recensione in anteprima

E in epoca di remake al cinema di serie tv che stavano benissimo dove e com’erano, ecco il nuovo episodio dell’unico caso in cui la trasposizione ha funzionato (come hanno ricordato anche quelli degli “Honest Trailers”), vale a dire il franchise di Mission: Impossible creato da Bruce Geller nel 1966-73 (la cui seconda stagione giunse in Italia soltanto nel 2010 grazie a la7), già con un remake sul piccolo schermo nel 1988-90 e poi sbarcata al cinema, ormai da tempo nelle salde mani dei produttori Tom Cruise (se ancora riuscite a guardare un suo film, dopo le porcate di Scientology rivelate dal documentario Going clear) e J.J. Abrams (se ancora non siete stufi di lui).

Dopo l’esordio in stile Topkapi nel 1996 con la regia di un ancora decente Brian DePalma (più Larry Mullen Jr. e Adam Clayton degli U2 a rinnovare il celebre tema musicale di Lalo Schifrin, che si complimentò pubblicamente) e l’adrenalinico sequel firmato John Woo del 2000, si ripartì dalla diretta presa al potere di Abrams nel 2006, fino all’ottimo lavoro del geniale Brad Bird sul Protocollo Fantasma nel 2011. Ora, il film che ha fatto della corsa contro il tempo la sua epitome rilancia in un vero e proprio sequel immediato del film di quattro anni fa, con l’Ethan Hunt moderno passato da lupo solitario a caposquadra, con tanto di ennesimo battage propagandistico su Cruise-senza-controfigure (sì, certo: vorremmo vedere altre scene...).

Stavolta il bel Tom non salta a mani nude su un treno in corsa senza alcun appiglio – anche se insegue motociclisti muniti di tute e caschi senza né l’una né l’altra protezione – ma si è subito affrettato a spiegare (pur senza saltare sul divano da Oprah come dieci anni fa) che questo capitolo sulla Nazione Corrotta “approfondisce le complicazioni che intaccano l’amicizia di questi ragazzi quando si trovano sotto pressione. Di chi puoi fidarti e di chi non dovresti fidarti? Chi è davvero presente quando sei in difficoltà? Chi è in grado di ascoltarti? E come si può lavorare assieme per far funzionare le cose?”.

Al di là di tutto, compreso il solito inseguimento in moto (stavolta in Marocco, ed è forse la cosa migliore), il film di Christopher McQuarrie – che in ogni caso non finiremo mai di ringraziare per aver scritto I soliti sospetti (1995) – si lascia comunque guardare, nonostante qualche lungaggine di troppo (fra cui una Turandot all’Opera di Vienna che vorrebbe strizzare l’occhio a L’uomo che sapeva troppo di Alfred Hitchcock, vera fonte di ogni film simil-007... compreso lo stesso James Bond, anche dopo il rinnovamento imposto dalla saga di Bourne), il solito Alec Baldwin messo lì a fare l’antipatico e soprattutto una convincente Rebecca Ferguson, sguardo dolce e stoffa atletica quanto basta.

Di seguito il trailer italiano:



e i profili dei personaggi, quello di Ilsa Faust (interpretata da Rebecca Ferguson):



quello di William Brandt (interpretato da Jeremy Renner, il supereroe Occhio di Falco nei film Marvel):



quello di Luther (l’unico sempre presente nella saga al cinema oltre a Hunt, interpretato da Ving Rhames):



e quello di Benji Dunn (interpretato da Simon Pegg):



E... buona visione!