Mirko Perniola

Il ritorno dell’Uomo con l’accetta!

Qualche dietro le quinte de L’Ombra di Za-Te-Nay, 335° numero di Martin Mystère

15/10/2014
Il ritorno dell’Uomo con l’accetta!

Siamo nei primi mesi del 2009, devo andare a tenere la mia solita lezione alla Scuola Del Fumetto di Milano, che con giacchetta e cravatta mi sento un po’ come Ralph Supermaxieroe, ma senza il costume rosso che spunta di sotto. Prima di dirigermi in quel di via Savona passo dalla redazione, per consegnare la sceneggiatura di Anima Strappata, una storia di Zagor che poi ha cambiato titolo di lavorazione ed ora non mi ricordo più neppure qual è.

Il curatore di Zagor, Moreno Burattini è al telefono, e in ufficio c’è qualcun altro, forse uno dei ragazzi del forum Spiritoconlascure.it… ah, c’è anche Mauro Boselli, ma mi grugnisce contro che non ha tempo neppure di salutarmi, perché sta scrivendo in contemporanea millemila sceneggiature tra Tex e Dampyr, e rischia di mischiare indiani e apache…

L’ospite osserva un quadro alle spalle di Moreno, in cui c’è la copertina di una Dime Novel intitolata The Man With the Hatchet, or ZA-TE-NAY TO THE RESCUE, è perplesso, quello sulla copertina sembra Zagor, ma non lo è! (e puoi giudicare tu se aveva ragione o no, visto che l’immagine è quella qui sopra). Mi chiede lumi e gli spiego che, nel 2002, Alfredo Castelli aveva pubblicato nella collana Martin Mystère una storia doppia (MM242-243) in cui il detective dell’impossibile indagava su una coppia di presunti personaggi storici Ottocenteschi, il giustiziere Za-Te-Nay e il suo compagno messicano Pancho Martinez, e gli racconto la trama a grandi linee.

Al che Burattini termina la telefonata, mi guarda pensieroso ed esordisce con: “sono anni che Castelli mi chiede di scrivere il seguito di quella storia, ma non ho mai il tempo di farlo… Hai voglia di farlo tu ?”

Sono felice come se mi avessero proposto una serata con Ramba, ma visto che dimostrarlo ululando non mi sembra professionale, rispondo con un compassato: “Amo entrambi i personaggi, orsù lo farò volontieri!”

Inguaribile ingenuo! Non mi sfiora la mente il motivo per il quale Castelli non ha voluto scriverne in seguito.

Riletti i due albi in questione, mi rendo conto dell'inghippo: la storia è evidentemente un divertissement di Alfredo ma, com’era d’abitudine nelle Dime Novel di fine dell’Ottocento, della coerenza e della logica oggi necessarie in un qualunque racconto, non v’è traccia!

Buchi di sceneggiatura che, al confronto, il Batman di Nolan se ne può anche andare in giro in mutande che avrebbe più senso, e che  vengono lasciati in sospeso come cliffhager per un eventuale numero successivo; e Alfredo lo dice subito: “Ma ne sei sicuro? C’è da rimettere insieme tutto, è un lavoraccio!”

Sforzo un sorriso sicuro, anche se dentro mi sento tranquillo come P.A. Baracus all’idea di prendere l’aereo.

Comunque rileggo i due albi, raccolgo appunti, redigo scalette, abbozzo schemi, e alla fine ne nasce un soggetto che non è proprio niente male; spiega tutto quello che c’è da spiegare ma è molto avventuroso e, finalmente, ha nel suo finale l’evento che io da lettore attendevo nella prima storia ma che non si era visto: Za-Te-Nay, Pancho, Martin e Java fianco a fianco!

Infatti, nel mio soggetto si leggeva: “Mentre Martin e Java, aiutati da Pancho, sconfiggono la banda di tagliagole, sconcertata dall’anomala situazione, Virus e Za-te-nay si battono per il controllo dell’astronave aliena.

Za batte Virus, uccidendo il corpo che lo contiene. L’improvviso squilibrio dell’energia psichica distacca i due piani di esistenza, facendo tornare tutti nel proprio tempo: Za e Pancho nell’Ottocento, e i nostri al giorno d’oggi.”

Ti sei accorto che, parlando del soggetto, ho usato un verbo al passato? Perché secondo te?

Perché Alfredo, entusiasta del soggetto, decide di sceneggiarlo personalmente. Questo primo passo mi permette di presentare altri soggetti per Martin Mystère, ma di quelli parleremo un’altra volta.

Intanto passano i mesi, passano gli anni, e ogni volta che ci incrociamo in redazione chiedo lumi ad Alfredo che, stranamente, borbotta sempre qualcosa di incomprensibile e cambia discorso…

Dopo quattro anni, Alfredo mi chiede di raggiungerlo in ufficio dove mi aspetta con due grosse risme di carta; una è l’insieme delle fotocopie delle tavole già disegnate da Devescovi, l’altra è l’insieme delle tavole di sceneggiatura scritte da Alfredo che mi saluta affermando: “Ti avverto subito che mi sono leggermente discostato dal tuo soggetto…”

Leggermente discostato è un eufemismo per dire che, in preda alla passione e al divertimento, Alfredo ricordando vagamente quello che avevo elaborato ha sceneggiato a ruota libera inserendo riferimenti a sue vecchie storie di Zagor. Non dico che del mio soggetto non c’era più traccia, ma quasi.

Il tempo però è ormai arrivato alla fine, la storia va conclusa, e bisogna trovare un nuovo finale. Ci sediamo, rileggiamo tutto, e cominciamo discuterne. Il problema è che siamo due logorroici, con la soglia d’attenzione di Homer Simpson in pausa ciambella, e ci si perde in discussioni sul cibo sulle colonne sonore dei film e sull’illegittima versione pornografica di Martin Mystère (vi giuro che l’abbiamo trovata sul web!). Ma alla fine ce l’abbiamo fatta.

Insomma, noi ci siamo divertiti davvero, il risultato lo trovi in edicola in questi giorni tra le pagine di Martin Mystère 335 - L'Ombra di Za-Te-Nay (e anche se non è necessario, ti consiglio di rileggerti prima i due albi di Martin: La Scure Incantata e L’astronave Degli Esseri Perduti); ora tocca a te: comprala, leggila e facci sapere che cosa ne pensi!