Televisione

Masterchef Italia 3, puntata 5

Di Diego “Diegozilla” Cajelli

20/01/2014
Masterchef Italia 3, puntata 5

La quinta puntata della terza edizione dell’italico Masterchef è un episodio fondamentale se, per un momento, trasformiamo questo cooking show in un romanzo e ci applichiamo le regole che quel capoccione di Vladimir Propp ha spiegato in “Morfologia della Fiaba”.

Mai come in questa puntata è stato chiaro e cristallino il momento dell’incoronazione dell’eroe.

Da adesso, io, lettore/spettatore ho capito chi è il mio paladino, ora mi trovo di fronte ad un eroe vero. Il suo nome è Alberto. Anzi: nonno Alberto.

Alberto è l’eroe indiscusso di questa edizione, finisca come finisca. Alberto, cucinando, ci ha servito non soltanto del cibo, ma ha impiattato tutta la sua statura morale, la sua classe e la sua eleganza. Lo ha fatto con esperienza e tatto, senza le tamarrate, gli strilli e i pianti, tipici dei brutti tempi televisivi in cui viviamo.

Alberto è un grande. Non so perché, ma vedendolo io sento in sottofondo Fred Buscaglione, sento l’eco di una Milano lontana nel tempo. Mi piacerebbe andare a spasso con lui, facendo il giro dei night e dei posti in cui si mangia bene, lasciando il contro da pagare a Ugo Ciappina.

Per il resto, la quinta puntata di Masterchef, si è svolta in capitoli come ogni buon romanzo che si rispetti.

Mistery Box

Dentro lo scatolo misterioso i concorrenti ci trovano: un bel carrè di agnello, della fregola sarda, una bocia de vìn, olive taggiasche, menta, yogurt, carciofi, melanzane, pangrattato.

Cosa farei io? 

Non lo so, non ho mai cucinato l’agnello. Quindi, tenterei di cavarmela mettendoci dei metatesti e degli orpelli, una roba tipo: Carrè d’agnello destrutturato con onde di melanzane in un arcipelago di fregole. Boh. Magari la sfango.

Comunque sia, a parte quelli che sull’osso del carrè ci mettono l’orrenda, inguardabile, demodè e tristissima carta stagnola, se la cavano tutti. Chi più chi meno.

Tra chi se la cava di più ci sono: Emma, Enrica e Jean-Baptiste-Michele Grenouille, quello che si pettina con i Tratto Pen.

Sorpresa, vince Emma.

Brava Emma, tifo per te dalla prima puntata.

Enrica ci rimane male e Michele, con un moto di stizza, si mastica i molari.

Vincendo la Mistery, Emma ha una serie di vantaggi, tra i quali l’essere lei a decidere le sorti dell’Invention Test.

Un ospite importante

Emma quindi, si trova a tu per tu con il mitico Graham Elliot, guest star della puntata, chef stellato, mitico, un pingue rockabilly nell’olimpo della chefferia.

Graham, per dirne una, ha cucinato per Barack Obama. Ed è proprio tra i piatti che Graham ha servito a Obama e alla first sciura che Emma dovrà scegliere. Tutti i concorrenti, lei compresa, dovranno replicare uno di quei piatti. Che sono:

Sashimi di ricciola su un tortino di riso croccante.

Un piatto molto tecnico ed estetico, che mischia il giappo con la cucina americana.

Bisque di mais con marmellata di peperoni e mascarpone al basilico.

Un piatto favoloso. Semplice, un piatto di comfort food che è stato in gita da un food designer.

Corn Dog all’astice.

Ecco. Tutti quelli che, in rete e non, hanno scritto “Hot Dog ” e non “Corn Dog”, non ne capiscono una fava di cucina e di cultura in generale, per cui potete anche smettere di leggerli.

Io sceglierei la bisque di mais. Perché l’ho già fatta. Conosco quella ricetta e adoro fare bisque e vellutate. Le faccio anche con i gambi dei broccoli, una roba immangiabile, ma questa è un’altra storia.

Emma opta per la bisque e tra i concorrenti si scatena il panico.

Lei ha avuto tutte le dritte per fare il piatto per benino, gli altri no, ma ragazzi, non è che si può sempre e solo cucinare la pasta.

Confido nelle capacità tecniche del dottore.

I concorrenti razzolano tra l’agitazione e il free climbing fornellistico. Tranne Alberto, che procede indomito. Gli altri si arrangiano per come possono.

Beatrice confonde la bisque con l’oliocottura a bassa temperatura. Giorgio non ha confidenza con i peperoni e Rachida anche se gli dici qualcosa non ti ascolta. Piange. 

Emma, che ha cercato di nascondere i suoi segreti combina un disastro, gli altri più o meno mettono assieme il piatto.

Rachida, bastonata dalle critiche, fa per andarsene e per un momento io ci credo. Si toglie il grembiule è lì che va, ma invece no era una finta. Torna indietro e dobbiamo tenercela.

I peggiori sono Beatrice, Michele Grenouille che scopriamo essere allergico ai peperoni e Giorgio, che proprio non ha capito quello che doveva fare. 

I migliori cuochi di bisque sono tre: Enrica, Alberto e Salvatore. Vincono in due: Alberto e Salvatore. Enrica ci rimane malissimo.

Non tanto quanto ci rimane male Giorgio, che viene eliminato. Tra l’altro, Cracco fa a Giorgio un discorso da Macellus Wallace che gelerebbe il sangue nelle vene a chiunque sia in grado di capirlo.

Una partita di Polo.

Come prova in esterna i nostri dovranno cucinare per un branco di lupi affamati a una partita di Polo. Sono dei lupi molto chic vestiti benissimo, ma che magnano come se non ci fosse un domani.

Ottocento portate, finger food e fighezza.

Due squadre, rosse e blu, la prima capitanata da Salvatore, la seconda da Alberto. Scelgono i loro compari uno ad uno, poi… Sorpresa, i giudici scambiano le squadre. Così ti ritrovi ad avere a che fare con quelli che non avevi scelto. Le due squadre vanno nelle cucine e, intanto che l’elegante popolo che segue il Polo si spara le pose, i concorrenti lavorano sodo.

Rachida, oltre a frignare, diventa protagonista assieme a Barbieri di uno dei momenti più terrorizzanti che ho mai visto in televisione. In confronto alla scena andata in onda ieri, “L’esorcismo di Emily Rose” è una puntata di Peppa Pig. I miei sonni verranno tormentati per decenni dalla visione di Rachida che mima a Barbieri come ci si infila in bocca un involtino di melanzana.

Vincono i blu, per una manciata di voti.

Alberto accetta la sconfitta e porta i suoi al Pressure.

Pressure Test

Come capo squadra, Alberto deve dire chi è stato il peggiore e fa il nome di Jean-Baptiste-Michele Grenouille. Quello si offende di brutto. Si da una pettinata con l’Uniposca e mastica propositi di vendetta, spaccando un bite in alabastro.

Loro due dovranno decidere chi avere di fianco come aiuto nella prossima prova. I tre rimasti verranno salvati subito.

Michele Grenouille, siccome è uno che non serba rancore, non se la lega al dito, non ha la cervicale d’acciaio perché usa l’astio come sciarpa, sceglie Almo come socio, reo di averlo rimbrottato durante la prova in esterna.

Alberto, opta per Laura, per salvare tutti gli altri che stima di più.

Le due coppie dovranno cucinare gli gnocchi, normali e con gli spinaci. 

Almo fa vincere Michele.

Laura non fa vincere Alberto. Per cui, i due rimasti dovranno sfidarsi all’ultima parmigiana di melanzane.

Da fare in otto secondi.

Sul finale, Alberto fa un discorso. Michael Bay ne ha acquisito i diritti e lo userà come monologo di Bruce Willis nel remake di Armageddon.

Si commuove anche Alberto, perché i veri eroi lo fanno.

I giudici, sulle note di Don't Want to Miss a Thing eliminano Laura. Ella fa una smorfia di disapprovazione tale, che riconfigura interamente la sua anatomia spostando le labbra sotto l’orecchio sinistro.

Fine della quinta puntata di Masterchef.

L’appuntamento è per giovedì prossimo su Sky Uno.

Di Diego “Diegozilla” Cajelli