Pasquale Frisenda

Jack Kirby - The King of comics

Dotato di una fantasia incontenibile e di un segno grafico potente e deciso, ha inciso un profondissimo solco nella storia del fumetto americano.

20/07/2017
Jack Kirby - The King of comics

"Non c'è stato quasi nessuno sviluppo significativo nella storia americana del 20° secolo che in qualche modo non sia stato reinterpretato attraverso la sensibilità di Jack Kirby o che lui non ha, in qualche modo, vissuto. C'era l'immigrato nelle affollate case popolari di New York (Codice street); il ragazzo del ghetto, luogo che lo ha preparato a lottare nella vita (Boy commandos); il fervore patriottico che ha vinto la guerra contro il nazismo (Capitan America); il veterano di guerra che cercava la pace con il comfort della vita domestica (Young romance); il paranoico, spaventato dal comunismo (Fighting american); la corsa allo spazio e la promessa della scienza di un mondo migliore (Sky Masters, i Fantastici quattro); la figura della donna, che anche se intelligente e di carattere rimane intrappolata in cliché femminili imposti dalla società e costretta ad assumere ruoli di sottomissione (Sue Storm, la donna invisibile); la paura per una scienza fuori controllo, delle radiazioni e del fallout nucleare (L'incredibile Hulk); il movimento per i diritti civili e la liberazione del Terzo Mondo (Pantera nera); il solitario, emarginato dalla società, che cerca una sua strada senza per forza adeguarsi ai modelli imposti (Silver surfer); tutto il complesso militare-industriale (Nick Fury); gli hippies che hanno respinto la Guerra Fredda e hanno voluto creare la propria controcultura (Forever people); l'artista che cerca di sfuggire a una degradante realtà (Mister Miracle); il movimento femminista (Big Barda); Nixon e la destra religiosa (Darkseid); il vecchio soldato stanco di una vita fatta di combattimenti (Captain Victory). Jack Kirby è stato il 20° secolo americano".
(Jeet Heer da Hands of fire: The comics art of Jack Kirby di Charles Hatfield - 2012)

"E' stato un onore averlo conosciuto: Jack Kirby rimane, ancora oggi, il più grande autore nella storia dei fumetti americani."
(Stan Lee)

"Jack Kirby è stato uno dei primi artisti che ho inteso come diverso da tutti gli altri. Era così audace ed espressivo, con un senso unico del disegno e della potenza che può emanare. Più vado avanti nel mondo dei fumetti e più sono stupito dalla produttività, la creatività e la genialità di quell'uomo."
(Dan Jurgens)

"I fumetti ti spezzeranno il cuore."
(Jack Kirby)

Soprannominato The King (il Re), Jack Kirby è stato uno dei più celebri ed influenti autori nella storia dei fumetti americani.
Prolifico in una maniera incredibile, tanto che è praticamente impossibile qui segnalare in maniera esaustiva tutti i suoi lavori (considerando che una stima attesta che nel corso della sua vita abbia disegnato oltre 25.000 tavole a fumetti, oltre a centinaia di strisce e bozzetti), fu anche pittore, e lavorò al design di alcuni film e cartoni animati.
Partì dall'intenzione di impadronirsi della lezione di disegno realista imposta nei comics da maestri come Hal Foster, Alex Raymond e Milton Caniff, ma arrivò poi a sviluppare un segno davvero personale (mascherando con abilità alcune sue lacune), che si impose per l'epicità contenuta (in linea con la tradizione) e per la forte influenza psichedelica (il segno dei suoi tempi), divenuto poi il modello per generazioni di autori a lui successivi (perlopiù americani, ma non solo).
Fu incredibilmente amato (ma anche odiato, per diverse ragioni), e creò una sorta di moderno vocabolario dei comics, a cui ogni professionista - disegnatore, inchiostratore, scrittore, colorista, letterista o redattore - arrivato dopo di lui a lavorare nel campo dei fumetti fa ancora riferimento (consapevolmente o meno).
Un genio creativo, incontenibile ed esuberante, questo fu Jack Kirby.

Jacob Kurtzberg (questo il suo vero nome) nacque il 28 agosto 1917 a New York, in una casa popolare in Essex Street, nel Lower East Side di Manhattan.
I suoi genitori, Benjamin e Rosemary Kurtzberg, erano emigrati negli Stati Uniti dall'Austria intorno alla fine dell'800 (il presunto motivo che fece decidere di emigrare i Kurtzberg fu un fatto abbastanza drammatico e legato al tentativo di sfuggire ad un duello che poteva significare una morte quasi certa per Benjamin, considerando che aveva insultato un membro dell'aristocrazia tedesca, che, tra le altre cose, era anche un esperto tiratore. Per l'offesa ricevuta il tedesco lo sfidò a duello. Se questo racconto è vero o è stato un po' "gonfiato" dal vecchio Kurtzberg, rimane un mistero, ma il pathos del racconto fece senza dubbio una grande impressione su suo figlio).
Il padre di Kirby trova lavoro, ma, nonostante questo, la famiglia ha seri problemi a sbarcare il lunario, e per questo motivo il ragazzo inizia a lavorare non appena è nelle condizioni di farlo, adattandosi ad ogni tipo di impiego.
I pochi soldi che gli rimangono in tasca vengono spesso investiti in riviste di racconti pulp, giornali, cinema e, ovviamente, fumetti (Kirby raccontò in un'intervista: "I racconti che leggevo erano la mia scuola di scrittura, mentre i film e i fumetti erano la mia scuola di disegno").
Kirby si rivela un ragazzo irrequieto, arrivando a immischiarsi con una banda di strada della sua zona, in un'epoca in cui nel Lower East Side di New York ogni strada aveva il suo gruppo e dove non mancavano certo tensioni o veri e propri combattimenti (la gang di Yancy Street, citata in una storia dei Fantastici Quattro, con cui Ben Grimm/la Cosa aveva avuto problemi, era un riferimento a questa parte dell'infanzia di Kirby).

Il tempo che Kirby non utilizza per leggere o scazzottarsi, lo impiega disegnando (su qualsiasi cosa, e anche questo gli creò non pochi problemi, sia in giro che a scuola).
I suoi genitori individuano presto la grande passione del ragazzo e, nonostante le ristrettezze economiche, iniziano ad acquistargli veri fogli di carta da disegno, ma lui li consumava così velocemente che, a causa proprio dei pochi fondi disponibili, furono costretti a razionarglieli.
Nella primavera del 1935, ad appena 19 anni, Jack Kirby ottenne il suo primo, vero lavoro da disegnatore rispondendo all'annuncio su un giornale, ed entrò addirittura nel celebre studio di animazione dei fratelli Fleischer (Braccio di Ferro, Betty Boop, Superman).
La paga non era un granchè, e in più Kirby non andava d'accordo con i suoi datori di lavoro, che lo vedevano come uno troppo ansioso di far carriera.
Lasciò lo studio nel 1937, e trovò un nuovo impiego al Lincoln Newspaper Syndicate (i Syndicate erano agenzie che vendevano, fra l'altro, i diritti per la pubblicazione delle strisce a fumetti).
Nonostante lavorò per loro un solo anno (nel 1938 chiusero), Kirby produsse una quantità impressionante di materiale e persino in diversi stili (lavori che vennero pubblicati sotto molti pseudonimi), e disegnò davvero di tutto, da vignette politiche a quelle di genere western o strisce umoristiche, ma, ancora una volta, la paga era così bassa che era difficile per lui sopravvivere e cercare nello stesso momento di dare qualcosa alla sua famiglia (le vignette erano pagate meno delle foto, ed è per questo che molti giornali dell'epoca ne usavano in gran quantità).

Kirby iniziò subito a cercare un nuovo lavoro, e stavolta lo trovò nel mondo dei fumetti: fu assunto nientemeno che da Will Eisner e Jerry Iger nell'Eisner & Iger Studio, per cui lavorò intensamente per un certo periodo (pare che Eisner manifestò sia lodi che critiche per Kirby: le prime per la determinazione da lui mostrata, le seconde per il suo stile, nel senso che per l'autore di Spirit, Kirby mancava di vero intento artistico ma che la sua volontà era solo quella di arrivare a produrre moltissimo per poter mantenere la sua famiglia).
Dopo quell'esperienza, Kirby trova nuovo lavoro per la Fox Features Syndicate, dove incontra lo sceneggiatore Joe Simon.
E' un periodo in cui il disegnatore si dà molto da fare impegnandosi come freelance per vari editori (è in quegli anni che inizia a firmare i suoi lavori con lo pseudonimo di Kirby, cosa che poi manterrà per tutto il resto della sua carriera).
Jack Kirby e Joe Simon (allora neanche trentenni) cominciarono a proporre nuovi progetti per serie a fumetti, e, nel 1941, esordiscono sugli scaffali delle edicole con un loro personaggio, l'eroe patriottico per eccellenza: Capitan America (Captain America), pubblicato dalla Timely Comics (la futura Marvel comics) di cui è proprietario Martin Goodman (proprio in quegli anni Kirby incontra per la prima volta anche Stanley Lieber, che diventerà famoso con lo pseudonimo di Stan Lee).

Pensato per i giovanissimi e per allietare i soldati al fronte, Capitan America ha un immediato successo (si parla di milioni di copie di venduto), e la prima copertina, dove lo si vede tirare un pugno ad Adolf Hitler in persona, è entrata di diritto nella storia dei comics americani (era una delle prime volte dove i coloratissimi personaggi in costume uscivano dalla loro dimensione di pura fantasia e affrontavano le problematiche del mondo reale).
Lo stile di Kirby, anche se ancora grezzo e immaturo, colpisce l'immaginazione dei lettori per l'uso molto dinamico della prospettiva, l'innovativo utilizzo delle inquadrature e il profondo senso dell'enfasi e dell'azione, che fecero la fortuna della serie e riscrissero le regole della composizione della tavole nei fumetti (Simon & Kirby divennero quasi subito sinonimi di fumetti divertenti ed avvincenti).
Dopo dieci numeri di Captain America, gli autori si trasferirono alla DC comics, inizialmente sulle pagine di Sandman e Manhunter, pubblicate in Adventure Comics, e idearono poi le serie Boy Commandos (1940) e Newsboy Legion (1942).
All'inizio del 1943, Kirby era a disagio a livello personale e sovrastato dai suoi obblighi: sentiva il bisogno di arruolarsi ma anche quello di provvedere alla sua famiglia.
Aveva ricevuto un avviso di arruolamento, ottenendo però un differimento proprio per il fatto che era un concreto aiuto economico per i genitori.
L'unico modo per risolvere il dilemma era quello di produrre tavole a sufficienza prima dell'inizio dell'impegno militare, in modo di entrare in servizio con la consapevolezza di aver comunque soddisfatto le esigenze dei suoi familiari.
Simon e Kirby lavorarono a ritmi frenetici (situazione che restò una sorta di marchio di fabbrica nella carriera di Kirby), e il disegnatore commentò poi in questo modo quel periodo: "Il nostro obiettivo era quello di produrre abbastanza lavoro prima della partenza, arruolarci, uccidere Hitler, e tornare prima che nelle mani dei lettori arrivasse l'ultimo numero disponibile."

Joe Simon e Jack Kirby si arruolarono nel 1943.
In guerra, Kirby vide con i propri occhi cosa significava combattere e l'esperienza incise profondamente nella sua visione e percezione delle cose, influenzando gran parte del suo lavoro successivo nel campo dei comics.
Fu per lui un'esperienza davvero drammatica, e per cui soffrì di frequenti incubi per il resto della vita.
Molti anni più tardi, nel 1964, alcune di quelle situazioni e sensazioni le trasferì nelle sue tavole in occasione della realizzazione per la Marvel della storia pubblicata nel n. 4 de I Vendicatori, con l'introduzione nel gruppo del rinato personaggio di Capitan America voluta da Stan Lee, il nuovo e vulcanico collaboratore di Kirby.
Ora Jack Kirby aveva di nuovo in mano l'eroe che aveva contribuito a creare ma con cui, in più, poteva condividere un delicato problema: disturbo post traumatico da stress.
Steve Rogers, il personaggio che si nasconde dietro la maschera di Capitan America, rispose al suo reinserimento nella società moderna dopo anni di ibernazione con rimorsi, sensi di colpa e incubi.
Gli stessi sintomi accusati da Kirby al suo rientro dalla guerra.
In ogni caso, con quel numero l'universo Marvel poteva dirsi veramente nato: ogni personaggio doveva avere strati emotivi evidenti, su cui far crescere i personaggi ed elaborare sia il loro passato che il loro futuro.

Ma prima di quel momento, con il declino della popolarità dei fumetti avvenuto dopo la Seconda Guerra Mondiale, Jack Kirby e Joe Simon dovettero sottostare all'idea di realizzare storie di ogni genere (sono accreditati per aver creato la prima testata di fumetti romantici, Young romance (1947), ma furono autori di racconti polizieschi, horror, western ed umoristici).  
Kirby e Simon erano al picco della loro creatività, ma era un brutto momento per i fumetti; la crociata contro di loro era cominciata.
Quando, nel 1954, il Comics Code Autority fu imposto alle pubblicazioni, i due autori furono costretti a accettarlo, ma non bastò.
Il connubio Kirby & Simon si concluse infatti nel '54, proprio a causa della pressione esercitata sull'industria del fumetto dalla censura che gli autori dovevano autoimporsi e dall'effetto che generava nella qualità delle storie.

Kirby non si fermò comunque, e continuò a realizzare fumetti reinventando per la DC comics Freccia verde (Green arrow), sempre su Adventure Comics, e creando da solo, nel 1957 e sempre per la DC, i Challengers of Unknown, un gruppo di quattro amici senza paura che sfidano l'ignoto (a tutti gli effetti il prototipo dei Fantastici quattro).

Come sempre inquieto, ritorna alla Timely, che ora è la Marvel comics, dove realizza per un lungo periodo una sequela di storie insipide e monotone con immaginifici mostri, brevi storie horror e di fantascienza per i molti titoli antologici della casa editrice.
Ma lo stile di Kirby va oltre le anonime collane a cui collabora e si segnala comunque agli occhi dei lettori; con il benestare dell'editore Martin Goodman e del direttore artistico e scrittore capo Stan Lee, il disegnatore inizia a lavorare sui nuovi fumetti di stampo supereroistico nel 1961.
Jack Kirby partecipò alla creazione di quasi tutti i personaggi Marvel per molti degli anni successivi, diventando di fatto il co-creatore del cosidetto Universo Marvel, e tra le ideazioni dei personaggi più significativi a cui collaborò ci sono: i Fantastici quattro (Fantastic four, 1961), Thor (1962), Hulk (1962), Iron man (1963), gli X-Men originali (1963), I Vendicatori (1963. Serie, come detto, in cui riprenderà anche il personaggio di Capitan America, approfondendone, con Stan Lee, la personalità), gli Inumani (Inhumans, 1965), Pantera Nera (Black panther, 1966), uno dei primi e più importanti eroi di colore della Marvel, Silver Surfer (1966), ma anche L'Uomo ragno (Spider-man, 1962), e nonostante non ne realizzò mai le storie, per via del fatto che era oberato di lavoro e perché il suo stile era troppo "roboante" per un personaggio che richiedeva invece una messa in scena più "quotidiana" (la scelta cadde su Steve Ditko, che si rivelò la persona adatta al compito), Kirby ideò comunque l'idea base per il celebre costume.
Incontenibile, Kirby collaborò spesso alla stesura delle trame delle storie che disegnava, il che lo portò a introdurre elementi che non erano menzionati nei soggetti scritti da Lee; tra le tante cose, a Kirby si attribuisce anche la creazione completa di Silver Surfer, di cui non si fa cenno nell'abbozzo di trama nella storia in cui il personaggio appare per la prima volta, cioè in un memorabile episodio dei Fantastici quattro. 
Per quella storia, a Kirby fu richiesto di dare forma a Galactus, uno dei più celebri avversari dei Fantastici quattro e dell'intero Marvel Universe, e fu in quella occasione che l'estroso autore pensò bene che un personaggio così gigantessco e potente avrebbe dovuto avere un agile araldo perennemente al suo servizio, per questo aggiunse la figura di Silver Surfer, che poteva solcare velocemente il Cosmo al servizio del suo padrone.

La rapidità di Kirby nel realizzare il layout delle tavole e nell'elaborare le trame, indusse Lee, nella sua veste di supervisore e direttore artistico, ad assegnargli la realizzazione delle sole matite, a cui lui si sarebbe poi riferito per completare le storie con i dialoghi.
Fatto ciò passava il lavoro a inchiostratori, coloristi e letteristi, che lo avrebbero ultimato per la stampa.
Una consuetudine che poi si radicalizzò nella casa editrice, diventando il cosiddetto "Marvel style".

Questo impegno durò per molti anni, fino a quando, in seguito a profondi disaccordi con Lee e Goodman, Kirby ritornò alla DC, all'inizio degli anni '70.
Qui cominciò a sviluppare una delle opere più complesse della sua carriera, quella dei Nuovi Dei (New Gods, 1971), nota anche con il nome di Quarto Mondo (The Jack Kirby's Fourth world).
La saga si sviluppa attraverso diverse testate: come Superman's pal Jimmy Olsen, The New Gods, Mister Miracle, The Forever people, e in questo grande affresco, oltre a creare personaggi divenuti in poco tempo parte integrante quando non proprio veri pilastri dell'Universo a fumetti della DC - come il nemico cosmico Darkseid o gli eroi ribelli Scott Free e Big Barda -, Kirby ha anche la possibilità di realizzare storie in piena libertà su Superman, il capostipite di tutti i supereroi.
A questo si aggiunsero altre creazioni originali come O.M.A.C. (One Man Army Corps, traducibile con Uomo-esercito), Kamandi, l'ultimo ragazzo della Terra (uno dei suoi veri capolavori), il demone Etrigan (noto anche come Demon, entità infernale che vive in simbiosi con l'umano Jason Blood) e una nuova incarnazione del Sandman della Silver Age, dove ritrova nuovamente e per l'ultima volta Joe Simon.

Successivamente Kirby torna ancora alla Marvel, dove, curandone testi e disegni, riprende in mano nuovamente la serie del suo primo, grande personaggio: Capitan America.
Sempre di quegli anni sono: Devil Dinosaur, la splendida saga de Gli Eterni (The Eternals, 1976), e alcuni celebri adattamenti di opere cinematografiche o televisive, come 2001: Odissea nello Spazio, il film diretto da Stanley Kubrick, o Il prigioniero, serie inglese andata in onda alla fine degli anni '60 e replicata con successo in quel periodo negli states.
Kirby fu anche l'autore delle strisce, su testi di Carl Fallberg, che adattano a fumetti un noto film di fantascienza prodotto dalla Disney, Il buco nero (The Black Hole), pubblicate dal 1979 al 1980.
Lascia definitivamente la Marvel per andare a lavorare nel mondo dell'animazione, e nel 1980 inizia una collaborazione con la Ruby-Spears production, una società di animazione fondata da due ex montatori del suono dello studio di Hanna & Barbera.
Kirby realizza gli studi di personaggi e sfondi per la serie Thundarr il barbaro, e i concept design per molte altre serie animate.

Uno dei più strani eventi nella sua lunga e intensa carriera accadde quando fu contattato per realizzare i concept design per un film tratto dal romanzo Il Signore della luce di Roger Zelazny.
Trattandosi di un periodo delicato per l'autore, che si sente un po' sfiduciato dall'ambiente del fumetto, un progetto così anomalo, arrivato per di più inaspettatamente e che promette anche grossi guadagni, lo accetta di buon grado.
Dopo aver fatto una discreta serie di splendidi disegni - inchiostrati con la sua solita verve da Mike Royer, uno dei suoi storici collaboratori, e colorati da Kirby stesso -, per le scenografie che sarebbero dovute servire poi da base addirittura per sviluppare anche un parco a tema in stile Disneyland e dedicato al film, il progetto si fermò, languì per un po' e poi morì, praticamente ancora in fase di sviluppo.
Nel 1979, tuttavia, il lavoro fatto da Kirby per Il Signore della luce, rimasto inedito e per cui l'autore non percepì nessun compenso (potete vederne alcune parti QUI), fu incredibilmente usato (quando la realtà supera la fantasia) come parte di un'operazione della CIA conosciuta come Canadian caper, messa in piedi per tentare di liberare sei ostaggi americani detenuti in Iran dopo la rivoluzione in quel Paese.
I disegni furono utilizzati per rendere plausibili un gruppo di agenti in incognito che si spacciavano per produttori cinematografici alla ricerca di location per un film di fantascienza (questi eventi sono stati narrati nel film Argo, di Ben Affleck).

Anche se anziano, la fama e la popolarità di Jack Kirby, per tutto quello che ha dato al mondo del fumetto, non accennano a diminuire, e gli arriva quindi la proposta della Pacific Comics, un editore specializzato nel circuito delle fumetterie, che con l'autore fece un accordo a dire poco innovativo: pubblicando le sue nuove serie, Kirby restava proprietario dei diritti sulle sue creazioni e riceveva percentuali sul venduto.
Ciò rappresentò una vera svolta, creando un precedente che aiutò altri autori a ricevere una considerazione analoga per il loro lavoro nel campo dei fumetti.
La nascita della Image Comics (1992), che basò la sua fortuna su questo principio, affonda le sue radici anche in quell'episodio.
Le cose si stavano muovendo di nuovo nella giusta direzione per Kirby, e anche alla Marvel decisero di restituirgli parte della mole di originali da lui realizzati.
Una piccola vittoria personale, di sicuro.

Negli anni '90 la Topps Comics pubblicò alcuni titoli rimasti inediti di Kirby che furono ribattezzati Kirbyverse.  
Nel 2006 la Marvel annunciò il ritrovamento di una storia quasi completa e inedita de I Fantastici quattro realizzata dalla coppia Lee/Kirby, che doveva essere la prima versione di Fantastic four n. 102, l'ultimo albo realizzato da Kirby prima di passare alla DC.
Le tavole, rimaste a matita e completate da Joe Sinnot, sono state pubblicate nell'albo speciale Fantastic Four - The lost adventure nel febbraio 2008.

Il lavoro di Kirby attraversa praticamente tutta la storia del fumetto statunitense del '900, ed è così variegato da superare i confini di tantissimi generi, ma sempre inteso ad una solennità narrativa accompagnata e sostenuta da un disegno audace e da un deciso segno grafico e figurativo, che fu fervida fucina di composizioni dinamiche, così sorprendenti e talmente vive alla vista da risultare incontenibili nelle tavole.
Pagine brillantemente progettate, che inevitabilmente conducono l'occhio del lettore attraverso l'azione e la narrazione.
Nell'enorme produzione di Kirby restano poi impressi gli innumerevoli scenari tecnologici e futuristici immaginati con inesauribile fantasia, elaborati attraverso una visione davvero originale e istintivamente capaci di stimolare l'immaginazione nei lettori, per cui era un piacere perdercisi dentro. 

Molti autori si sono richiamati nel tempo alla lezione grafica portata avanti e sviluppata da Kirby, e tra questi qui ricordo: John Buscema, Jim SterankoJohn Byrne e Mike Mignola, ma anche, in modo più esplicito e adeguando il segno di Kirby a stilemi artistici attuali, José Ladrönn, Bruce Timm e Steve Rude.

Per tutto questo, ma non solo per questo, Kirby è riconosciuto dagli autori di fumetti e dai fans come uno dei più grandi e influenti artisti della storia dei comics.
Jacob Kirgstein, un personaggio di Authority (serie creata da Warren Ellis e Brian Hitch per la Wildstorm) è chiaramente ispirato a Kirby.
In onore di Kirby è intitolato il premio chiamato Kirby Awards, destinato ad autori di fumetti.
Il gruppo rock Monster Magnet richiamò l'impatto culturale che ebbe l'opera di Kirby in una loro canzone, Melt, che contiene questo passaggio: "I was thinking how the world should have cried / On the day Jack Kirby died." ("Stavo pensando a come il mondo avrebbe dovuto piangere / Il giorno in cui Jack Kirby morì").
Il gruppo del percussionista Gregg Bendian, gli Interzone, registrò un album di tributo nel 2001, intitolato Requiem for Jack Kirby.
Nella serie di cartoni animati Le avventure di Superman, uno dei personaggi di contorno, Dan Turpin, è modellato sulle fattezze di Jack Kirby.
Nella prima stagione del serial TV Heroes, un combattimento avviene in una piazza chiamata Kirby Plaza, e nel 16° episodio della 3° stagione del serial TV The Big Bang Theory, il giudice che decide le sorti di Sheldon Cooper si chiama J. Kirby.
E si potrebbe continuare a lungo elencando cose simili...

Jack Kirby muore per insufficienza cardiaca nel 1994.
Sulla sua tomba, nel cimitero di Thousand Oaks, in California, la lapide reca l'incisione di una corona.

Vi lascio con una serie di video dedicati a Kirby, in cui è possibile ammirare pienamente il suo estro artistico:

Jack Kirby - Tribute to the King:

John Romita, John Buscema, Carmine Infantino e Alex Ross raccontano Jack Kirby:
I Nuovi Dei e il Quarto mondo di Jack Kirby:

Jack Kirby - The King of comics:

Jack Kirby - Storyteller:

P.S. Altri post su cinema, televisione, fumetti, romanzi ed altro li potete trovare QUI.