Striscia la Notizia, le aggressioni e 'Quello che non ho'
Jimmy Ghione e il suo operatore malmenati a Roma. Alcune riflessioni.
Non è stata una settimana facile per gli inviati di Striscia La Notizia: Luca Abete è stato malmenato in un centro per disabili di Salerno, mentre a Palermo Stefania Petyx è stata vittima di minacce e intimidazioni su cui gli inquirenti stanno indagando.
Ieri sera invece (in tv) Jimmy Ghione e il suo operatore sono stati aggrediti nel quartiere romano del Quadraro. L'inviato ha cercato di intervistare un medico sorpreso dalle telecamere del Tg satirico a palpeggiare una paziente. L'uomo ha negato le accuse e si è scagliato contro Jimmy e il suo cameraman, prima strappando dei cavi della telecamera e poi utilizzandoli come una frusta per colpire violentemente i due. Tra calci e pugni, è stato rotto anche l'obiettivo di una telecamera.
Sul posto sono intervenuti i Carabinieri e il 118, che ha condotto al pronto soccorso Jimmy e l'operatore. Potete vedere il video sul sito ufficiale. Naturalmente è scattata la solidarietà agli inviati del programma di Canale 5, e naturalmente aggiungiamo anche la nostra. Ma visto che da tre giorni ci 'divertiamo' a far sapere al mondo quello che ci manca, ecco quello che manca a me.
'Quello che non ho' è un mondo dove la gente abusata si rivolge alla polizia, prima che ad un programma televisivo (che sia Striscia, Le Iene o altro). 'Quello che non ho' è proprio la convinzione che, per queste piccole ma grandi violenze, sia utile rivolgersi alla forza pubblica più che alla televisione.
Di conseguenza 'Quello che non ho' è una società dove sia ancora radicato il concetto di sicurezza, in grado di coprire tutto lo spettro di un crimine che va dall'omicidio alla più piccola vessazione.
Quelli di Striscia fanno benissimo il proprio lavoro (tanto è vero che dopo i primi anni in cui il tg dava notizie in chiave ironica, si è deciso di affiancare a queste le denunci degli sprechi italiani e dei vari 'furbetti' e l'audience è decollata), devono solo stare attenti alla sicurezza dei propri inviati. Edoardo Stoppa lo sa benissimo. Dio non voglia che un giorno debbano pentirsene...