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WoW Spazio Fumetto di Milano, tra Shanghai e Manhattan

Fumetti di () - 11/05/2012
WoW Spazio Fumetto di Milano, tra Shanghai e Manhattan

Con Gianfranco Manfredi e Annalisa Di Liddo si parla di Cina. E bene.

In attesa di tornarci per quella che si preannuncia come LA mostra definitiva dedicata all'Uomo Ragno (ieri abbiamo fatto due chiacchere e se quello che mi è stato detto è vero ai collezionisti verrà la bava alla bocca...), di cui sotto alleghiamo la locandina, siamo stati al Museo del Fumetto milanese di viale Campania per l'incontro con Gianfranco Manfredi, creatore di Shanghai Devil, oltre che autore cinematografico e televisivo e già sceneggiatore di numerosi episodi di Dylan Dog, Nick Raider e Tex.

La serata, organizzata dall'Istituto Confucio dell'Università degli Studi di Milano, è stata introdotta da Annalisa Di Liddo, studiosa di letteratura inglese e fumetti, traduttrice e consulente per case editrici: il suo excursus sulla presenza cinese nei fumetti mondiali a partire dal 1900 (da Fu Manchu dei primi del secolo a Shang Chi della Marvel, passando per i vari Bruce Lee degli anni '70 e le produzioni italiane) è stato eccezionale.

Assieme a Manfredi ha provveduto a far risuonare in noi un campanello d'allarme contro i troppi stereotipi che vengono facilmente associati alla cultura e alla realtà cinese e ci ha regalato una serie di spunti imperdibili nel caso volessimo approfondire la nostra conoscenza di questo curioso e sconfinato 'continente'.

Del fumetto (proprio ieri è uscito il numero 8, 'Atto di coraggio') si è parlato alla fine, e Manfredi ha anticipato 'cosa farà da grande', visto che come ha ammesso ha terminato di scrivere le sceneggiature delle avventure di Ugo Pastore: 'Sto scrivendo una cosa completamente diversa. Siamo di nuovo in Africa, zona sub-sahariana, periodo post-Livingstone. Si parla di schiavismo, di tratta degli schiavi, una tratta però molto diversa da quella classica delle piantagioni di cotone. In questo caso parliamo della tratta di schiavi gestita dagli arabi, non si è detto molto su questo argomento che però è ugualmente importante visto che in America ad esempio Barnum faceva esibire gli africani nei circhi come fossero degli animali. Il personaggio principale è molto diverso da Volto Nascosto, non turbato ma molto solare e entusiasta'.

Infine due cenni rivolti alla condizione del mercato: 'Il primo numero di Volto Nascosto vendette 65.000 copie, mentre l'esordio di Shanghai Devil è arrivato a 45.000. In due anni quindi c'è stato un calo di 20.000 pezzi, certo preoccupante ma se pensiamo che nell'editoria tradizionale la caduta è stata molto più pesante...Il dato confortante però deriva dal fatto che a solo un terzo del percorso Shanghai è già stato venduto in tre paesi esteri. Il settore internazionale oggi come oggi è forte e compensa la fragilità del mercato interno'.